Cortina, le Regole d’Ampezzo ‘resistono’

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Difendere i propri privilegi è una legge di natura. Almeno lo è all’interno delle Regole d’Ampezzo, l’antica proprietà collettiva di gran parte dei boschi e dei pascoli della conca di Cortina, un patrimonio verde di 16 mila ettari. Nell’ultima assemblea generale dei rappresentanti delle famiglie insediate in paese dai tempi più remoti non è passata per una ventina di voti una proposta di revisione del ‘laudo’, lo statuto interno, che prevedeva l’apertura alle donne e ai giovani, equiparando tutte le figure.

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Ora, infatti, i diritti di un capofamiglia regoliere si trasmettono ai figli maschi; soltanto nel caso in cui abbia solamente figlie femmine, queste acquisiscono il titolo, ma lo perdono se sposano un ‘forestiero’, senza avere la possibilità di trasmetterlo ai figli.

Il motivo è facilmente comprensibile.