PROFUGHI DEVASTANO STRUTTURA: “STOP ALTRI ARRIVI”, BARRICATI

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CAMPAGNA(Salerno) – Violenta rivolta dei ‘profughi’ al centro di accoglienza. Gli stranieri hanno scatenato il putiferio per protesta contro quello che hanno definito ‘eccessivo affollamento’ del centro, dandosi alla distruzione della struttura che li ospita. Già nei giorni scorsi si sarebbero verificati momenti di tensione all’interno dell’Hotel Avigliano di Campagna dove sono ospitati 62 profughi di varie etnie e religioni. La difficile convivenza con usi e consuetudine diverse è esplosa ieri pomeriggio mentre il gestore, Lucio Calabrese ed il mediatore culturale erano a Salerno ad attendere lo sbarco di altri clienti al molo Manfredi.

La notizia dell’arrivo di altri 35 migranti ha innescato la miccia della sommossa. Un gruppo di 12 profughi ha iniziato a sfasciare tavoli e sedie mentre altri si sono scaraventati contro le porte delle stanze distruggendole.

A scatenare scompiglio nella struttura sarebbe stato anche stavolta il disagio sulla convivenza tra varie etnie e l’affollamento; ed è già successo. Nel 2008, infatti è scoppiata una maxi rissa tra immigrati somali ed eritrei, ospitati nel centro di accoglienza ad Avigliano di Campagna.

Come ieri tutto ebbe inizio con una discussione tra un eritreo ed un somalo che poi si allargò e sfociò in una furibonda rissa tra due gruppi che dopo essersi procurati dei bastoni, si picchiarono nell’atrio dell’albergo rompendo suppellettili e vetri. Allora furono ventidue gli immigrati arrestati e portati nel carcere di Salerno, con l’accusa di concorso in rissa e danneggiamento aggravato.

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Per i migranti gli spazi del centro sarebbero già saturi, la convivenza tra diverse religioni sarebbe insostenibile anche per la disposizione nelle camere. La sveglia alle cinque del mattino per i cristiani “costretti” ad ascoltare la preghiera dei musulmani avrebbe creato non poche tensioni tra gli ospiti della struttura. Una situazione ‘insopportabile’ e la notizia dell’arrivo di altri profughi è stata la molla che ha scatenato la protesta.

Dalle urla allo sfascio dei mobili, il passo è stato breve. Alcuni collaboratori, visto che la situazione stava degenerando hanno allertato il gestore che giunto al centro ha cercato inizialmente di capire le ragioni della protesta. Nel frattempo sono arrivati sul posto i carabinieri della locale stazione. Vani i tentativi del mediatore di riportarli alla calma, con l’arrivo delle forze dell’ordine alcuni profughi si sono barricati in cucina chiedendo di essere ascoltati.

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«Abbiamo effettuato dei lavori per recuperare qualche posto letto – ha dichiarato Lucio Calabrese –una cosa che ha disturbato alcuni di loro, nel parlare il clima si è un po’ surriscaldato ed alcuni si sono agitati». Tra urla e spintoni il gestore della struttura è finito in ospedale con una spalla contusa ed altre escoriazioni guaribili in pochi giorni.

‘Scongiurato’ il “pericolo” dell’arrivo di altri profughi gli ospiti del centro di accoglienza si sono calmati.

Riflessione: loro sfasciano tutto perché ‘non vogliono altri nel loro spazio’. E noi non abbiamo il diritto di non volere loro e gli altri nel nostro spazio?