Delirio: i clandestini davanti portoni delle questure – FOTO

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Queste immagini sono state scattate davanti ad una questura italiana, quella di Lucca. Clandestini pakistani accampati a dormire sotto un palazzo che dovrebbe rappresentare la legalità:

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Esigono di essere accolti come ‘profughi’. Maschi, giovani e pakistani. Ora basta fare richiesta, e il clandestino viene fatto dormire sotto le questure. Tale è il livello di anarchia che ha colpito l’Italia al tempo del governo Boschi-Guidi-Renzi.

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Uno di loro, l’altra mattina ha addirittura finto di suicidarsi per ottenere asilo politico. Leggiamo la demenziale cronaca di un giornale locale:

E’ fuggito dalle pallottole dei terroristi che, ha raccontato lui stesso ai suoi avvocati, gli hanno ucciso la moglie e il fratello. Seguendo la strada di tanti altri suoi connazionali, è arrivato in Italia con una sete disperata di pace e serenità. Ma quella sua disperazione non ha ancora trovato, forse, la cura in grado di cancellare gli orrori da cui è fuggito. Quella disperazione che un 40enne pakistano oggi si deve essere rivissuto tutta insieme davanti a sé, credendo che non ci fosse nessuna via d’uscita all’orrore patito, anche a così grande distanza dalla patria causa della sua stessa fuga.

Così è bastato un disguido durante le pratiche per la richiesta dell’asilo politico a fargli credere di essere destinato al rimpatrio e a una nuova odissea. Nonostante le rassicurazioni degli agenti dell’ufficio immigrazione della questura e del collaboratore dello studio dell’avvocato Alessandra Lazzeri che stamani lo ha accompagnato, il 40enne ha tentato di uccidersi poco dopo sotto ad un treno in arrivo al binario tre alla stazione di Lucca.
Un gesto dimostrativo, forse, o dettato dalla convinzione che nulla sarebbe ormai potuto cambiare. Per fortuna l’uomo è stato notato dagli agenti della Polfer in servizio alla stazione, che lo hanno allontanato dai binari prima che arrivasse il convoglio. Una scena avvenuta davanti agli occhi di numerosi testimoni e che, per fortuna, non è finita in tragedia. Gli agenti, vendendo lo straniero molto scosso, hanno fatto arrivare sul posto un’ambulanza che lo ha condotto per le cure del caso al pronto soccorso dell’ospedale San Luca. Non è rimasto ferito, ma è in preda ad un forte stato di choc.
Tutto sarebbe nato per un banale equivoco. Il migrante aveva appuntamento questa mattina alle 9 davanti all’ingresso dell’ufficio immigrazione. Ad attenderlo c’era il collaboratore dello studio Lazzeri con il quale si è presentato allo sportello. Al richiedente asilo erano stati richiesti una serie di documenti che per qualche motivo non si era portato con sé. Il personale ha tranquillizzato l’uomo, spiegando nuovamente cosa era necessario per validare la sua pratica. Il pakistano, a quel punto, si è allontanato con il rappresentante dello studio legale che, a sua volta, lo ha tranquillizzato, spiegando che si trattava di una formalità. Sembrava averlo capito anche il migrante quando si è diretto alla stazione di Lucca per prendere un treno per Viareggio dove è ospite presso una famiglia. Ma arrivato al binario tre, è sceso dalla banchina con l’intenzione di non spostarsi e farsi travolgere dal treno. Una scena che non è sfuggita agli agenti della Polfer che lo hanno convinto ad allontanarsi in tempo.
Al pronto soccorso del San Luca il personale si è preso cura di lui e ora il migrante sta bene. La sua storia la dice lunga sulla disperazione di tanti altri come lui. E sulle difficoltà legate all’accoglienza dei richiedenti asilo.

No, questo articolo la dice lunga sulla totale impreparazione dei giornalisti italiani. Basta che un pakistano racconti una fantomatica storia di ‘terrorismo’, lui solo sopravvissuto, che la bevono subito. E ci scrivono il solito articolo marchetta pro-invasione. Anche a

Intanto apprendiamo che il pakistano ha abbastanza soldi da avere assunto uno studio di avvocati.




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