Trovato con 3.144 dosi di cocaina, giudice lo assolve: “Per uso personale”

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È stato giudicato innocente solo perché troppo benestante. Ma l’uomo aveva un precedente per detenzione e spaccio, nel 1996. Per questo, nel febbraio del 2015 la Guardia di Finanza, avendolo fermato per un controllo, aveva perquisito la sua auto, trovandovi 12 involucri di cellophane contenenti, in totale, 470 grammi di cocaina pura, corrispondente a 3144 dosi medie.

Un carico dal valore di circa 30mila euro che tuttavia è stato ritenuto troppo poco per lo stile di vita dell’uomo. Processato con rito abbreviato l’imputato, 42 anni, è stato assolto perché, secondo la sentenza del giudice, “se si esclude l’elemento del quantitativo detenuto, assolutamente nulla negli atti di causa permette di affermare che detenesse per spacciare”. A suo vantaggio è andato anche il fatto che a casa sua non siano state trovati strumenti atti allo spaccio, come bilance, cellophane, sostanze da taglie, numeri di telefono di clienti.

Dopo il consulto con uno psichiatra, un commercialista e con il padre dell’imputato, richiesto dai difensori, i giudici hanno stabilito che la droga era nelle mani dell’uomo, molto benestante, solo per consumo privato. Una provvista privata, insomma, anche se degna di un re dello spaccio. Lo psichiatra ha infatti confermato che in passato l’imputato aveva avuto una forte dipendenza dalla marijuana, per poi passare alla cocaina. Dopo un periodo di astinenza dalla droga il ritorno al consumo aveva scatenato in lui il “craving”, ovvero un incontenibile bisogno di droga. L’imputato aveva presentato anche la tendenza ad un accumulo incontrollato di oggetti, e a quest’ultimo andava ricondotto l’enorme quantitativo di droga acquistato.




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