Magistrato arcobaleno indaga leghista per frase (falsa) sui gay

Condividi!

Ci risiamo con la magistratura ‘politica’. Gli stessi magistrati che nulla o poco fanno contro i crimini di immigrati e fancazzisti, si lanciano in bizzarre avventure giudiziarie.

E’ infatti indagato il consigliere regionale leghista della Liguria Giovanni De Paoli per ‘diffamazione aggravata’. Il sostituto procuratore locale, tal Patrizia Petruziello, lo ha iscritto dopo l’esposto presentato dal ‘Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione’ (tranne quella della libertà di espressione) dopo la frase che però non ha mai detto (LEGGI QUI), smentita dallo stesso De Paoli, “se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno”, come riferito da testimoni, che però sono un gruppetto di fanatici del gaysmo.

Lui sempre sostenuto di aver detto “Se avessi un figlio gay non lo brucerei nel forno”. “Non sono tranquillo, sono tranquillissimo”, ha commentato De Paoli. “Adesso però spengo il telefonino, per una settimana non devo parlare con i giornalisti”, ha aggiunto.

Che poi, semmai, sarebbe stato l’eventuale e inesistente figlio gay a doverlo denunciare, altrimenti ‘diffamazione’ verso chi?




Lascia un commento