Chi ha coperto il gay Marco Prato?

Condividi!

Nell’appartamento romano di Marco Prato, il gay dalla personalità distorta arrestato con Manuel Foffo per il delitto di Luca Varani, era stato adescato un altro ‘Luca’. L’episodio risale a un mese prima delle torture inflitte al 23enne. Quella volta il giovane, un 30enne cocainomane (ricordate, sfruttano sempre i più deboli: donne povere come ‘surrogati’ e drogati per le loro perversioni), riuscì a salvarsi grazie alla madre che chiamò il 112.

La cosa strana, come riportano le cronache locali, è che il gay Prato fu anche denunciato. Poi però la denuncia fu ‘inspiegabilmente’ ritirata. Chi fece pressioni sulla famiglia della vittima perché ritirasse la denuncia? Di quali connivenze gode, la ‘comunità’ negli ambienti giudiziari e mediatici della capitale, probabilmente invischiati (soprattutto i secondi) nei festini gay organizzati da Marco Prato?

Impossibile non condividere quanto scritto da Adinolfi:

Quanto ho posto la questione di come l’informazione tutta abbia glissato sul legame omosessuale tra i due assassini e sul fatto che il quadro sessuale è secondo l’ipotesi omicidiaria prevalente, quello scatenante l’assassinio stesso, sono stato letteralmente preso d’assalto dalla comunità Lgbt. Con il solito metodo e i soliti termini, il solito incredibile tasso di violenza per fortuna solo verbale. Dagli all’omofobo. Minacce di ogni genere, bestemmie, inviti a picchiarmi e/o denunciarmi, tanto da far sembrare tenera persino la richiesta di radiazione dall’Ordine dei Giornalisti. Forse l’Ordine dovrebbe mettere sotto inchiesta chi non ha fornito tutte le notizie su questo caso, occultandone volutamente alcune e mettendo in primo piano altre. Perché in questo paese non si può scrivere la verità, cioè che due gay strafatti hanno ucciso un ragazzo in un quadro di eccitazione sessuale reso folle dalla droga assunta e invece bisogna andare a spulciare la foto con Flavia Vento di due anni fa? Perché bisogna evidenziarla, cosa si vuol dire nel sottotetto?
Io affermo che agisce nella comunicazione una lobby omosex che edulcora ogni notizia che danneggia l’immagine della comunità Lgbt e dà enorme risalto a ogni notizia che può far apparire la comunità Lgbt come vittima di discriminazione.
Semplice da capire. Come avrebbero titolato i giornali, tutti i giornali, se il morto fosse stato un gay ucciso una coppia di Sentinelle e l’ultimo post della vittima fosse stato di sostegno al ddl Cirinnà? Già lo sapete che tipo di campagna avrebbero fatto i giornali. E il Parlamento probabilmente ne avrebbe approfittato per far approvare la legge liberticida sedicente “anti-omofobia” che all’articolo 1 prevede una fattispecie di reato inventata di sana pianta (“istigazione all’odio omofobico”) che potrebbe essere usata da un giudice compiacente per dare sei anni di carcere a causa delle mie parole di quest’oggi.

L'ULTIMO POST DI LUCA VARANIdi Mario Adinolfi L'ultimo post del povero Luca Varani su Facebook è un'immagine biblica…

Pubblicato da Mario Adinolfi su Lunedì 7 marzo 2016

Inutile dire che se la denuncia fosse andata avanti, forse Luca Varani sarebbe ancora vivo.




Lascia un commento