Udine: clienti Carita$ usano garage e cortili come loro toilette

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“La mensa della Cavarzerani accolga tutti i profughi presenti a Udine, quelli già ospiti della struttura e quelli che vagano in città e usufruiscono dei pasti forniti dalla Caritas in via Ronchi”. La proposta è dell’assessore provinciale alle politiche sociali, Elisa Asia Battaglia, che, all’indomani dell’apertura dell’ambulatorio medico e all’annuncio di ulteriori migliorie interne al complesso, esorta a una riorganizzazione del servizio mensa per i profughi a fronte dei disagi e delle rimostranze espresse in questi mesi dai residenti di via Ronchi.

Cittadini che, esasperati, si sono anche organizzati in un comitato per denunciare la situazione di degrado e sporcizia del quartiere dove, nei giorni scorsi, si è registrata la chiusura della lavanderia a gettoni.

“Nell’attività non presidiata – racconta Battaglia – già utilizzata dai profughi per espletare i loro bisogni, sono state manomesse le prese elettriche per poter ricaricare le batterie dei cellulari. Ecco che, non sussistendo più le condizioni igieniche e di sicurezza per poter continuare a fornire il servizio, il titolare è stato costretto a chiudere. I residenti sono esasperati – continua l’assessore – tanto che, in una palazzina attigua alla Garzoni, sono stati costretti a installare a proprie spese un cancello elettrico per controllare gli accessi ai garage in quanto molto frequentati dai profughi che li usavano come servizi igienici”.

La situazione, insomma, non è più sostenibile “e – riferisce ancora Battaglia – l’ennesima conferma è giunta anche nei giorni scorsi con la ferma contrarietà all’installazione di un tendone all’interno del cortile della scuola elementare Garzoni per ampliare gli spazi riservati alla mensa Caritas visto il crescente numero di accessi”. Volevano una tendopoli nel cortile di una scuola, quelli della Carita$!

Da qui la proposta dell’assessore provinciale di concentrare la somministrazione dei pasti ai profughi alla Cavarzerani, struttura cui la Regione, tramite un finanziamento alla Protezione Civile, ha dirottato importanti risorse, pari a 400 mila euro per alcuni interventi di sistemazione funzionali all’accoglienza così come per il miglioramento delle aree esterne, affidati su incarico ad alcune ditte.

Altro che spendere 400mila euro per questi fancazzisti pakistani e africani che la guerra non l’hanno mai vista, chiudere la Carita$ e il loro osceno business sulla pelle dei cittadini.




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