Tutti in marcia contro l’arrivo dei finti profughi

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ONE’ DI FONTE (Treviso) «Tutti uniti per Fonte». Lo slogan è riecheggiato costantemente venerdì sera a Onè, durante la fiaccolata contro l’arrivo di 228 migranti all’ex convento delle suore di Maria Bambina. Un migliaio in marcia silenziosa, non solo dal paese in rivolta, ma anche dai comuni limitrofi, su tutti Oderzo e Cison di Valmarino, alle prese con lo stesso problema.

«Dobbiamo dire no e dirlo forte – ha spiegato il sindaco di Fonte Massimo Tondi, parlando ai cittadini- il prefetto non può imporre una soluzione che per la comunità sarebbe disastrosa. Venga qui a rendersi conto della situazione. Duecentoventotto profughi sono troppi per Fonte». A guidare la marcia dal municipio all’ex convento il presidente della Regione Luca Zaia, che però si è limitato alla solita litania ormai stanca: «Il Veneto non è razzista, siamo al terzo posto in Italia per numero di immigrati e al primo per qualità di integrazione, ma quella che governo e prefetti indicano non è certo solidarietà. La soluzione deve venire dall’Europa, che ci ha abbandonato. Ora basta». Decine anche i sindaci presenti, quasi tutti del Carroccio. Gli stessi che hanno disertato l’ultimo vertice con il prefetto Laura Lega.

La soluzione deve venire da chi ha preso i voti. I voti, Zaia, li hai presi, usali. I cittadini fanno le fiaccolate, ma il governatore della Regione deve prendere provvedimenti politici contro lo il governo centrale, abusivo.




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