81 ENNE MOLESTATO DA MAROCCHINO SI RIBELLA: STESO

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Lo hanno ritrovato steso sull’asfalto sotto la pioggia battente con una ferita di arma da taglio sul collo. Erano le 13,30 di ieri. Un nordafricano, trasportato subito all’ospedale di Desenzano.

Mustafa Faqad, 40 anni, ‘vittima’, è lo stesso marocchino resosi responsabile un mese fa dell’aggressione al sindaco. Ma questa volta ha scelto la preda sbagliata.
Il marocchino, entrato in un bar, ha cominciato a molestare un cliente. Una facile preda, pensava lui. Ma l’81enne italiano residente in zona l’ha guardato, poi ha rotto il bicchiere con cui stava bevendo un aperitivo, e impugnandolo come un’arma ha ferito al torace e al collo lo straniero.

Faqad ha battuto in ritirata e si è trascinato verso casa, poi anche perché ubriaco, si è accasciato a terra. Naturalmente, ora l’81 enne verrà denunciato dall’immigrato che non doveva essere in Italia.

IL PRECEDENTE – Il 18 gennaio Faqad, visibilmente ubriaco, nell’atrio del municipio si era scagliato contro la responsabile dell’ ufficio Servizi sociali, farneticando di sussidi non ricevuti. Il sindaco presente alla scena aveva invitato l’immigrato a moderare i toni. Lui per tutta risposta aveva iniziato a insultare Marika Legati e, in segno di sfida e provocazione, aveva avvicinato la faccia al volto del primo cittadino.
Comprensibilmente terrorizzata, Marika Legati era riuscita a fuggire imboccando la porta dell’ufficio della Polizia locale, dove si era rifugiata: fortunatamente all’interno c’rano tre agenti subito intervenuti a bloccare l’immigrato, mentre lui continuava ad inveire.
«Questa persona – spiega Marika Legati – è stata sfrattata l’anno scorso da un alloggio di prima accoglienza dove viveva da 7 anni in stato di morosità. Negli ultimi sedici anni è stato aiutato dai Servizi sociali e in passato io stessa ho incontrato Faqad per cercare di capire e risolvere i suoi problemi, noti da tempo anche alla Polizia locale».
Rilasciato poco dopo il fermo, era stato denunciato per minacce e aggressione a pubblico ufficiale. «Alla luce di quanto accaduto – osserva il sindaco -, forse un individuo di questo tipo non andava lasciato libero, a tutela non solo della comunità, ma anche della sua persona».