Consigliere Lega si infiltra tra famiglie che ospitano profughi, e scopre…

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Chi sono coloro che hanno aderito alla richiesta/marchetta del comune di Milano di accogliere richiedenti asilo in casa, in cambio di 350 euro (se uno solo) o fino a 400 euro al mese (se più d’uno)? Tanti, tra i 50 affaristi che hanno risposto al bando pisapiano sono essi stessi stranieri, lo sappiamo. Un bel business, magari il cugino ne ospita un altro appena sbarcato.

L’iniziativa ha, ovviamente, suscitato molte polemiche. Soldi dei contribuenti che finiscono nelle tasche di profughi – la diaria – e affaristi legati alle solite associazioni a scopo di lucro.

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Ma uno dei 50 è – per finta – Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, che ha deciso di “registrarsi” tra coloro che sono disponibili ad accogliere un finto profugo in casa, per poter vedere dal vivo come si svolgono gli incontri preparatori e di che cosa si parla. Ed ha partecipato ad uno di questi incontri. Finché non è stato riconosciuto, ha potuto percepire chi sono gli affaristi.

Ad esempio, una coppia di aspiranti, ha chiesto che il cosiddetto profugo che gli sarà assegnato sia un artista o, almeno, un attivista politico.

«Una serata costruttiva – ironizza Morelli – soprattutto perché tutti abbiamo capito che di siriani ed eritrei ce ne sono pochi. La stragrande maggioranza sono pakistani, del Mali, ucraini, …». Pochissimi fuggono realmente da una guerra.
E, fa sapere, tra le domande più ‘gettonate’ quella su come “scaricare” i 350 euro dalla denuncia dei redditi. Per Morelli si tratta di uno «spreco di denaro pubblico» visto che vengono investiti soldi anche per questi incontri, e per i colloqui con lo psicologo, per un progetto che alla fine aiuterà cinque persone. E nessun italiano.