Deutsche Bank rassicura: ma è un ‘evento Lehman’

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Le borse crollano anche oggi, e Deutsche Bank non rialza la testa dopo la caduta di ieri (- 10%). E le rassicurazioni offerte dal colosso bancario sulla sua liquidita’ in vista del pagamento delle cedole sulle sue obbligazioni subordinate non frenano l’ascesa dei credit-default swap, i contratti di copertura dal rischio insolvenza, che anche oggi salgono raggiungendo quota 250 punti base. Mentre il titolo perde un altro 5%.

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L’agenzia “Bloomberg” sottolinea la situazione di Deutsche Bank, che il prossimo anno potrebbe non pagare i coupon dei suoi asset piu’ rischiosi (i cosiddetti CoCos) decretando così la propria insolvenza.

Gli investitori e gruppi come Merill Lynch prevedono che alcuni grandi istituti bancari potrebbero interrompere già ora i pagamenti dei premi sulle obbligazioni subordinate e sulle obbligazioni convertibili in azioni.

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Il volume dei capitali a livello dell’eurozona investiti in questi titoli di Deutsche Bank e altre banche europee è oltre i 50 miliardi di euro. Un’insolvenza si riverbererebbe in tutto il sistema finanziario e gli esiti sono prevedibili: il disastro.

Quando una banca come Deutsche Bank è costretta, come accaduto stamani, a rilasciare una dichiarazione con la quale difende la sua liquidità, significa che il sistema è sull’orlo del baratro.
Stiamo parlando di qualcosa come 70 trilioni di dollari di derivati che potrebbero svanire, una sorta di ‘evento Lehman’
moltiplicato per cinque.

PS. I più piccoli si chiederanno chi è il personaggio in foto. E’ Muhammed Saeed al-Sahaf. Divenne famoso per le sue improbabili dichiarazioni durante la guerra in Iraq del 2003. Quando il 7 aprile, con il nemico ormai dentro, affermò che non vi erano americani a Baghdad e che le truppe di Saddam stavano comodamente vincendo la guerra, al punto che i soldati americani, terrorizzati si stavano suicidando impiccandosi ai cancelli delle città. Malgrado la caduta ormai imminente ed il crollo militare, Saeed al-Sahaf si spinse molto in là nelle dichiarazioni: l’8 aprile dichiarò “I carri armati statunitensi saranno catturati o bruciati. Gli americani si arrenderanno”.
In Italia venne ribattezzato Alì il Comico (con allusione al Ministro della difesa Ali Hassan al-Majid, il cui pseudonimo era Alì il Chimico).
Divenne un fenomeno mediatico: incominciavano a vendersi magliette con la sua faccia e i suoi slogan infausti; nacque un sito internet che lo prendeva in giro costantemente e che aveva circa 4.000 visite al secondo (WeLoveTheIraqiInformationMinister.com).




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