Osceno balletto egiziano sul cadavere di Giulio Regeni

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Un avvocato per la difesa dei diritti umani egiziano, Mohamed Sobhy, la notte scorsa ha riferito sulla sua pagina Facebook che il corpo di Giulio Regeni si trovava nell’obitorio di Zeinhom, nel centro del Cairo, e c’era “un’impressionante dispositivo della Sicurezza nazionale”. Il ministero dell’ “Interno si rifiuta di farmi vedere il corpo” e quindi “non si è sicuri della presenza di ferite sul suo corpo”.

Si procede per il reato di omicidio nel fascicolo aperto dalla procura di Roma sulla morte di Giulio Regeni, il ricercatore universitario deceduto in Egitto.
L’indagine, ancora contro ignoti, è stato affidato dal procuratore capo Giuseppe Pignatone al pm Sergio Colaiocco. Il magistrato ha affidato la delega alla polizia giudiziaria a svolgere i primi accertamenti preliminari.

L’ambasciatore egiziano Amr Mostafa Kamal Helmy, convocato oggi alla Farnesina, “ha espresso a nome del suo Paese profondo cordoglio per la morte di Regeni e – si legge in una nota – ha assicurato che l’Egitto fornirà la massima collaborazione per individuare i responsabili di questo atto criminale”.

Il direttore dell’Amministrazione generale delle indagini di Giza, il generale Khaled Shalabi, ha sostenuto invece che “non c’è alcun sospetto crimine dietro la morte del giovane italiano Giulio Regeni, il cui corpo è stato ritrovato sulla strada desertica Cairo-Alessandria”: lo riporta il sito egiziano ‘Youm7’. In dichiarazioni esclusive al sito, il generale “ha indicato che le indagini preliminari parlano di un incidente stradale e ha smentito che Regeni “sia stato raggiunto da colpi di arma da fuoco o sia stato accoltellato”.




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