Associazioni rivendevano cibo per i poveri, comprato con soldi contribuenti

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La UE è una cloaca. Ma anche un pozzo senza fondo nel quale finiscono i soldi dei contribuenti. Con oltre 5 miliardi di euro, l’Italia è il terzo/quarto maggior contributore netto al bilancio della Ue, significa che inviamo a Bruxelles 15 miliardi di euro e in cambio riceviamo meno di 10 miliardi di euro. Con una popolazione stimata di circa 60 milioni di persone, significa che ogni uomo, donna e bambino paga una tassa annuale alla UE di quasi 80€.

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E i soldi che noi inviamo a Bruxelles, poi i burocrati Ue li distribuiscono. Parte vanno in altri Paesi (quelli che prendono più soldi di quelli che inviano):

Uefinanziamenti

Ma un’altra consistente parte, va alle varie ‘associazioni’ che devono portare avanti l’ideologia UE (la Ue finanzia giornali e siti pro-immigrazione con i vostri soldi, ad esempio) o a cooperative e imprese legate ad esponenti politici favorevoli all’Unione Europea.
E così accade questo.

Un traffico illecito di alimenti Ue, acquistati con contributi comunitari (soldi vostri), è stato scoperto dai carabinieri del Nas, che stanno eseguendo in varie località 12 ordinanze di custodia cautelare e 50 perquisizioni. I destinatari delle misure avrebbero distratto 13 mila tonnellate di prodotti ortofrutticoli destinati ad attività socio-assistenziali (profughi), per un illecito guadagno stimato in circa 4 milioni di euro.

Al centro dell’inchiesta è finita la onlus “Sei per Secu” di Secugnago, in provincia di Lodi.

Secondo i carabinieri del Nas, i provvedimenti sono stati eseguiti in Lombardia, dove sarebbe stata organizzata la frode, Lazio, Campania, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. L’indagine è nata dopo alcuni controlli sulla filiera. E’ così emerso il meccanismo: i produttori avevano consegnato quantitativi di ortofrutta, considerati ‘eccedenti’ per le quote stabilite dall’Ue, a intermediari che avrebbero dovuto distribuirli ad enti socio assistenziali. Per questo i produttori ricevono dall’Ue (in realtà dai contribuenti italiani) un regolare contributo. Invece frutta e verdura venivano immesse sul mercato, falsificandone la provenienza. Chissà chi sono questi ‘intermediari’.




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