Ecco il piano del PD Toscana per sostituire i lavoratori italiani con i profughi

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«Dobbiamo entrare in una nuova fase, pur continuando ad andare avanti con il modello toscano di accoglienza diffusa, oramai stimato a livello nazionale ed oltre», annuncia l’assessore regionale toscano all’invasione Vittorio Bugli. Evidentemente soddisfatto dell’epidemia di meningite che sta falcidiando vite in modo ‘diffuso’ nella sua regione. Un caso, ovviamente.

E quando mancano 5 mesi all’estate, con il loro capo al governo che ha già predisposto diverse missioni in Libia, il PD toscano e le sue diramazioni cooperative (tipo Forteto e simili) hanno già l’acquolina in bocca sul business profughi 2016.
Con una novità: «Ci è stato segnalato che i flussi in arrivo nel 2016 saranno analoghi a quelli del 2015 – dice, dimostrando che gli sbarchi non sono subiti dal governo, ma organizzati – , e la nuova sfida non sarà tanto reperire nuove strutture per l’accoglienza ma iniziare a smistare i profughi sul territorio in base alle loro caratteristiche e vocazioni».

In sintesi, vogliono chiedere ai finti profughi in partenza dalla Libia che lavoro vorrebbero fare, e poi distribuirli alle coop di partito per sostituire lavoratori italiani. Un delitto perfetto, visto che i profughi nemmeno devono pagarli, li pagano già direttamente i contribuenti italiani.

Il   CASO DI FIGLINE VALDARNO ha fatto scuola.




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