Profughi (finti) protestano: “Dateci i nostri soldi!” – FOTO

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Sabato scorso avevano improvvisato una protesta, per lamentarsi delle ‘condizioni’ nelle quali vivono. Loro, africani appena sbarcati, in hotel. Ieri mattina hanno sfilato in via Umberto I bloccando il traffico. Arroganti. Padroni.
Gli africani spacciati da profughi gozzovigliano a Carignano dall’estate del 2014, a spese dei contribuenti. Protestano, perché gli è stato ridotto lo stipendio da profugo: letterale, la paghetta che da quasi due anni versiamo loro, giovani maschi in fuga da guerre che non esistono. Dalla scorsa settimana l’associazione Trame, che li gestisce ha infatti deciso una razionalizzazione delle risorse a causa dei «ritardi nei pagamenti da parte della Prefettura». Una scelta che è stata immediatamente comunicata e spiegata agli «ospiti», che non hanno gradito.

Si tratta di 67 maschi che arrivano da Mali, Gambia, Costa d’Avorio e Sudan. Nessuno di questi Paesi è in guerra. Un paio sono anche relativamente ricchi per gli standard africani.

«Siamo stati costretti a operare questo taglio per cause indipendenti dalla nostra volontà», spiega Odilia Negro, presidente dell’associazione carignanese. E aggiunge: «I problemi nei trasferimenti derivano da una burocrazia mastodontica e, a cascata, si ripercuotono su tutte le Prefetture. In ogni caso abbiamo concordato una quota che rispetta perfettamente i parametri contrattuali e garantisce il necessario apporto calorico».

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Ma i finti profughi, tra una chattata e l’altra sui loro smartphone nuovi, gridavano ieri mattina: «Dateci i nostri soldi». I loro soldi.




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