Rischia carcere per avere chiuso locale a profughi molestatori: “Piuttosto vado in galera”

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Il proprietario della discoteca danese che ha vietato l’ingresso ai cosiddetti profughi dopo diversi casi di pesanti molestie sessuali, si trova davanti al rischio concreto di dovere affrontare un’azione penale, per denunce dalle solite associazioni di affaristi e scansafatiche coccola clandestini.
Ma la possibilità non lo ha fatto desistere: “Piuttosto che tornare indietro vado in prigione”, ha detto.

Lui è Tom Holden Jensen e ha escluso dal suo locale, il Buddy Holly di Soenderborg, i profughi che andavano lì a spendere i soldi dei contribuenti e molestare le ragazze. Donne che hanno detto si sentivano minacciate e intimidite da uomini sessualmente aggressivi che tentavano di ‘violentarle con le mani’ sulla pista da ballo.

Ma la sua decisione, significa che potrebbe finire in carcere per un periodo di sei mesi, per aver violato le leggi contro la discriminazione razziale. Solito cappio che i Paesi europei si sono stretti intorno al collo.

“Ci riserviamo il diritto di gestire il nostro business come abbiamo sempre fatto, anche prima che ci fosse una guerra in Siria, e abbiamo intenzione di continuare. E se qualcuno la pensa in modo diverso è invitato a denunciarmi in tribunale ‘. Jensen è consigliere locale per il partito moderato danese Venstre, il terzo più grande gruppo politico in Danimarca.




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