Oscar, parla Clint: “Troppi piagnistei dai neri”

Condividi!

L’ultima emergenza ‘rassismo’ è legata all’Oscar. Non è una novità, sono anni che gli afro-attori piangono perché riceverebbero pochi premi. E’ un po’ come quando la Boldrini si lamenta che non c’è una donna al Quirinale, proteste disinteressate.

Ma dietro non c’è un complotto del KKK, c’è una cosa un po’ fuori moda definita ‘democrazia’. Migliaia di giurati anonimi che votano, per lo più esperti di Cinema: una testa, un voto. Ma nell’epoca dell’idolatria del diverso, questo deve vincere.

Uniche voci fuori dal coro Michael Caine, che ha detto che non si può consegnare l’Oscar ad un attore solo perché è nero (sembrerebbe facile da comprendere), e Charlotte Rampling, candidata fra le migliori attrici protagoniste che ha affermato lo stesso principio: “Boicottare gli Oscar quest’anno è una sorta di razzismo al contrario, contro i bianchi”. Si, le hanno fatto fare una sorta di marcia indietro, come a Sarri – “Sono stata fraintesa – ha detto – quello che volevo dire è che in un mondo ideale ogni individuo dovrebbe avere uguali opportunità” – ma usa così.

E poi arriva Clint. Che può permettersi di dire quello che pensa, perché non deve chiedere e avere favori da nessuno. Semmai deve farne.
Quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse della polemica sugli Oscar, Eastwood ha detto a TMZ di non saperne nulla. Ha poi aggiunto, sull’assenza di afro-attori tra i nominati: ‘Un sacco di persone stanno piangendo, immagino.’




Lascia un commento