Vogliono licenziare 20.000 italiani per sostituirli con filippini e africani

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“Le compagnie di navigazione italiane si troveranno nella forbice di dover scegliere fra licenziare gli italiani con contratto nazionale per imbarcare extracomunitari o chiudere i battenti”. È quanto afferma l’armatore Vincenzo Onorato in un avviso a pagamento pubblicato su alcuni quotidiani. La sua proposta al Governo è di “abolire tutti i privilegi fiscali a quelle navi battenti bandiera italiana, in collegamenti fra Paesi comunitari, che imbarcano extracomunitari. Conservate questi privilegi per le navi italiane o comunitarie che imbarcano tutti i marittimi italiani o comunitari ed estendeteli agli armatori del cabotaggio per le isole minori che non godono di nessun aiuto”.

“Oggi – sostiene Onorato – la Confitarma (l’associazione degli armatori italiani) con il suo presidente, Emanuele Grimaldi, sta pressando affinché, riporto le sue parole, ‘i privilegi legati alla bandiera italiana vengano allargati anche a tutte le unità di bandiera comunitarie che fanno capo ad aziende armatoriali italiane o strutture con stabile organizzazione in Italia’, sostenendo che l’Unione europea potrebbe aprire un processo di infrazione al nostro Paese”.

A giudizio di Onorato “l’apertura dei benefici fiscali italiani a tutte le bandiere comunitarie, con il conseguente esborso da parte dello Stato, è comunque il male minore. Molte bandiere comunitarie, infatti, consentono di imbarcare marittimi extracomunitari a meno di 800 euro al mese, anche sulle rotte nazionali per le nostre isole, che dovrebbero oggi essere riservate ai marittimi italiani o comunitari. Tutto il settore del cabotaggio italiano, incluso quello per le isole minori, conta circa 20.000 lavoratori italiani”.

“Nella sostanza la Confitarma – dice l’armatore – sta chiedendo allo Stato italiano di continuare a finanziare gli armatori italiani per dismettere la bandiera italiana e soprattutto sbarcare i marittimi italiani”. A suo giudizio “imbarcando alla base extracomunitari si sono strappati le radici e la catena di formazione gerarchica che porta i giovani ad imbarcarsi con una prospettiva di carriera. In sintesi, sempre meno prospettive per i nostri giovani”. E poi, la Concordia, dove si parlavano decine di lingue e ognuno faceva per sé.

Grimaldi. Ricordatevene, quando dovete prenotare la nave per andare da qualche parte.




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