Magistrato si inventa guerra in Nigeria per dare asilo a Nigeriano!

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Ci sono magistrati che andrebbero licenziati in tronco, a dire la verità ce ne sono tanti.  Ad esempio chi ha emesso l’ordinanza del Tribunale di Potenza che riconosce la protezione sussidiaria ad un nigeriano. Non ostante in Nigeria non ci sia alcuna guerra.

Funziona così. La commissione rigetta la richiesta di asilo, dopo un anno che il richiedente vive alle vostre spalle in hotel. Poi, l’avvocato da voi pagato – in questo caso tal Angela Maria Bitonti del Foro di Matera – presenta ricorso, tutto a vostre spese come contribuenti. E il clandestino continua a vivere in hotel. Generalmente il ricorso viene bocciato, ma intanto il non profugo se la spassa.

In questo caso, il finto profugo ha trovato un magistrato amico. La ratio della bizzarra sentenza, come altre sentenze simili pubblicate nei giorni scorsi, si basa sul fatto (oggettivamente falso) “che esiste una violenza indiscriminata e diffusa che coinvolge l’intero Paese”. Per capire come sia una sciocchezza, vi invitiamo a leggere questo:

Vi farà capire quanta ignoranza ci sia in questa sentenza. Che però va oltre nella propria follia – la sentenza, non il magistrato, che invece agisce lucidamente nello spalancare le porte del proprio Paese ad un finto profugo – , perché come base della propria decisione prende – tenetevi forte – i rapporti internazionali redatti dalle maggiori organizzazioni operanti sui territori, perché ritenute fonti attendibili.

Sintesi: questo magistrato ha utilizzato fonti di organismi pro-invasione per inventarsi che in Nigeria c’è la guerra. E non, invece, una situazione di terrorismo in una minuscola provincia a nord. Uno schifo.

Particolarmente comiche le parti nelle quali si parla di ‘possibili attentati nelle città nigeriane’. Con questo bizzarro modo di pensare, dovremmo dare asilo anche ai francesi, e presto a noi stessi.

In una situazione normale, un magistrato che su una sentenza scrive una tale falsità oggettiva, verrebbe licenziato. Ma i matti sono al potere.




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