Italiano condannato a 4 anni per un pugno ad abusivo, Kabobo a 7 per ogni italiano ucciso

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SENTENZE A CONFRONTO:

PISA. Una condanna a tre anni e mezzo per lesioni aggravate e rissa. È la sentenza inflitta Isio Angeletti, 22 anni, di Santa Maria a Monte, dal secondo collegio del Tribunale per un episodio avvenuto nell’aprile 2013 in piazza dei Cavalieri.
Secondo l’accusa (pm Giancarlo Dominijanni) l’imputato, mentre si trovava in compagnia di due amici, colpì con un pugno in faccia un bengalese che finì in prognosi riservata per la gravità della lesione provocata a un occhio.
Era un sabato sera di piena movida quando una discussione banale degenerò in rissa con un venditore abusivo ricoverato all’ospedale in gravi condizioni.
Nel corso del processo gli inquirenti hanno ricostruito lo scenario dell’aggressione. Dal movente alle conseguenze con un epilogo per i protagonisti tra domiciliari e ospedale. Il parapiglia fu innescato al momento dell’acquisto delle bottiglie e sul prezzo da pagare al venditore abusivo bengalese.



 

Già condannato definitivamente a 20 anni di carcere e a 3 di casa di cura per aver ucciso a picconate tre persone, Adam Kabobo, oggi, si è visto confermare in secondo grado 8 anni di reclusione per il tentato omicidio di altre due persone, ferite l’11 maggio 2013 quando l’uomo per strada a Milano diede sfogo alla sua follia. Lo hanno deciso oggi i giudici milanesi della terza Corte d’Appello. Kabobo, incapace di intendere e parzialmente capace di volere, in aula, alla lettura del dispositivo, non ha proferito parola.

La camera di consiglio della terza sezione della Corte d’appello di Milano, presieduta da Maria Rosaria Mandrioli, è durata circa un quarto d’ora.

Durante il processo, che si è celebrato sempre con rito abbreviato, la difesa dell’imputato aveva chiesto la derubricazione del fatto a lesioni, sostenendo che la volontà di Kabobo fosse stata in realtà quella di sottrarre alle vittime qualche bene o del denaro e non quella di procurare la loro morte. Il legale ha chiesto di nuovo le attenuanti generiche, che non erano state riconosciute in primo grado dal gup Alessadra Simion.

Nel procedimento si è costituita come parte civile solo una delle due parti offese, e cioè Francesco Niro, alla quale sono stati riconosciuti 1.500 euro di risarcimento a fronte di una richiesta di 30 mila euro. Kabobo, presente in aula, ha scambiato solo qualche parola con la sua interprete dopo la lettura del dispositivo. Dopo di che è stato riaccompagnato a San Vittore. Il ghanese, con un vizio parziale di mente, la mattina dell’11 maggio 2013, in zona Niguarda, uccise a picconate tre passanti, Ermanno Masini, Daniele Carella e Alessandro Carolè, e ferì Andrea Canfora e Francesco Niro.

Quindi, se un italiano dà un pugno ad un venditore bengalese abusivo durante una rissa, sono 3 anni e mezzo. Se un clandestino ghanese uccide a picconate 3 persone e ne ferisce altre 2 sono 28 anni, 20 per 3 omicidi e 8 per 2 ferimenti. Sembra di capire che uccidere a picconate italiani non sai poi tanto più grave che prendere a pugni la vacca sacra.




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