L’islamico eroe di Charlie Hebdo? Non è mai esistito: inventato da Hollande

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«È il mio francese preferito!», disse François Hollande, in occasione della cerimonia di conferimento della cittadinanza francese a Lassana Bathily, l’”eroe” dell’ Hyper Cacher, che nel gennaio 2015, aveva salvato la vita a sei clienti ebrei che si trovavano nel supermercato kosher quando irruppe il terrorista islamico Amedy Coulibaly. E non abbiamo dubbi, visto che se lo era inventato.

Quando c’è una strage afro-islamica, il Sistema corre alla disperata ricerca di un ‘eroe’ migrante che distolga l’attenzione dalla realtà. Non sfuggì la strage di Cahrlie Hebdo.

Allora si trovò un clandestino, magazziniere di un supermercato, islamico.

Il presidente americano, Barack Obama, aveva addirittura evocato la sua storia durante un summit internazionale, parlato dei «gesti eroici» di Lassana e di lui come esempio per i «popoli del mondo intero». E sui giornali della gauche multiculti era tutto un decantare l’ impresa dell’ angelo custode musulmano che ha salvato gli ebrei, con paragoni vertiginosi con la Seconda guerra mondiale e con coloro che coraggiosamente nascosero gli ebrei in casa propria.

Peccato però, come raccontato da un libro appena uscito in Francia, fosse una bufala. Di quelle che tanto piacciono ai bufalari dell’antirazzismo al caviale. Il libro è “Hyper Caché” (Editions du Moment): non ci fu alcun salvataggio. Nessun eroico clandestino. Nessun islamico salva ebrei.

E’ scritto dal giornalista Michael Taubmann e riporta la testimonianza di Yohann Dorai, uno dei sei clienti ebrei che Lassana avrebbe salvato: e che invece non ha salvato.

Al contrario di quanto emerso dalla versione ufficiale, è Yohann, tra l’ altro installatore di impianti di riscaldamento per professione, ad aver spento l’ impianto di refrigerazione della cella affinché gli ostaggi potessero sopravvivere in uno spazio ghiacciato. Non Lassana. È Yohann e non Lassana, come testimoniato da tutti, a chiudere la porta della cella frigorifera, dopo che gli ostaggi si erano nascosti. Ed è ancora Yohann a nascondere la chiave del congelatore in un angolo del sottosuolo e a prevenire la polizia, come confermato anche da un documentario, “Les Hommes du Raid”, diffuso lo scorso settembre. Infine, sempre Yohann è stato colui che ha offerto il suo piumino per coprire il bebè chiuso con sua madre in uno spazio dove la temperatura era di – 5°.

Ma Yohann è ebreo e ha la pelle chiara. Non fa pendant con la propaganda che doveva distogliere l’attenzione.

Lassana Bathily, invece, era l’eroe ‘perfetto’ di cui il Sistema di potere aveva bisogno. E anche se non esisteva, se lo sono inventato.

Non importa che Lassana non abbia nascosto nessuno. Non abbia protetto nessuno durante la presa di ostaggi. Dettagli. Spiacevoli in una guerra di propaganda.

Già a giugno, quattro testimoni, tra cui lo stesso Yohann, avevano smentito la versione rilanciata dal governo e dai media su Lassana Bathily. Così aveva testimoniato un altro ostaggio, Sandra: «I media e le autorità hanno abbellitto il quadro, aggiungendo che ci avrebbe fatto scendere, nascondere, etc. Non è vero, ma non è colpa di Lassana. In quel momento la Francia aveva bisogno di un eroe».

No. Il governo francese aveva bisogno di un eroe. Islamico. E negro.




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