Società promette di ‘resuscitare i morti’: trasferimento di cervelli congelati

Condividi!

L’imprenditore Josh Bocanegra ha scatenato l’attenzione mediatica oggi, annunciando la sua nuova società di intelligenza artificiale Humai. Ha parlato di ‘vita eterna’.

La sua società punta a “prolungare e migliorare la vita” congelando i cervelli umani per lunghi periodi di tempo con la crioninca, una tecnologia di surgelamento a temperature molto basse, per poi metterli in corpi artificiali.

Bocanegra dice che l’obiettivo dell’azienda è quello di preservare un cervello umano prima che una persona muoia cerebralmente. Perché sostiene che entro il 2045, saranno in grado di “resuscitare i morti”.

Ovvero in grado di trapiantare il cervello di una persona in un corpo bionico, un modo, dice, di “raggiungere un punto in cui nessuno morirà più.”

Il principio della criogenica non è nuovo. Il 12 gennaio 1967 il corpo di James Bedford, professore di psicologia morto all’età di 73 anni, viene sottoposto al congelamento dalla Cryonics Society of California: fu il primo caso di applicazione della crionica. Il corpo di Bedford è attualmente conservato dalla Alcor

La novità sta nell’avere annunciata una data precisa entro la quale ci sarebbe la certezza di trasferire il cervello in un corpo bionico e risvegliarlo.

Durante la criopreservazione (che avviene a 77,15 kelvin, in azoto liquido) l’acqua presente nell’organismo viene sostituita da soluzioni dette “crioprotettori”, in modo da evitare la formazione di ghiaccio, che potrebbe danneggiare irreversibilmente le strutture cellulari. Tale solidificazione senza formazione di ghiaccio viene detta “vitrificazione”.

I primi crioprotettori sono stati sviluppati nel 1990 dai criobiologi Gregory Fahy e Brian Wowk, allo scopo di proteggere gli organi destinati al trapianto.Tali crioprotettori sono stati utilizzati dalla Alcor Life Extension Foundation nella criopreservazione di cervelli animali, per i quali non sono stati osservati danni associati alla formazione di ghiaccio.

L’utilizzo di crioprotettori determina comunque dei danni associati alla tossicità dei crioprotettori: nello svolgimento delle tecniche crioniche si assume che tali danni siano “meno gravi” (ovvero possano essere riparati più facilmente da un’eventuale futura tecnologia) di quelli associati alla formazione di ghiaccio

Un’affascinante alternativa sarebbe quella di mappare digitalmente il cervello dell’individuo per un ‘trasferimento della coscienza’. Ma qui entriamo nella filosofia, la scienza delle scienze.




Lascia un commento