Podemos porta l’Africa nel parlamento spagnolo

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Quando i popoli si accorgeranno che i vari movimenti come la Syriza del cazzaro Tsipras in Grecia e Podemos in Spagna sono, in realtà, strutture politiche create ad hoc dal Sistema per imbrigliare il dissenso, potrebbe essere tardi.

Oggi parliamo di Podemos, movimento che fa di un gretto giovanilismo e del ‘cambiamento’ di facciata la propria espressione estatica da ‘vendere’ come prodotto elettorale. In realtà è, come Syriza, l’ultima tentativo del Sistema di conservarsi.

Per dare il senso di che cosa è questo Podemos, parliamo dei suoi rappresentanti.
Ada Colau è il sindaco di Barcellona, approvando il nuovo organigramma della città ha istituito, al posto del Dipartimento per la Gioventù, il Dipartimento del Ciclo di Vita, Femminismo e Lgbti (lesbiche, gay, transessuali, bisessuali e intersessuali). Un tempo li avrebbero rinchiusi, oggi li nominano sindaci.

Manuela Carmena è invece il sindaco di Madrid, ha fatto approvare dalla giunta comunale, in nome della parità di genere, la presenza di due donne in altrettanti cortei dei Magi. Le due figuranti, con tanto di barbe posticce, interpreteranno Gaspare e Melchiorre. Ovviamente, non la bufala Baldassarre, che è nero e quindi può rimanere.

Podemos nasce, dicono loro, per dare speranza ai giovani spagnoli. Peccato che faccia eleggere giovani africani in parlamento. Africani che faranno, come la Kyenge e il marocchino in Italia, gli interessi di altri Africani.

Stiamo parlando di Rita Bosaho eletta nelle liste di Podemos. E’ una ‘nuova spagnola’, in realtà guineana, che vuole portare la lotta femminista in Spagna. Dalla ‘progredita’ Guinea. Ci informa, l’africana, che bisogna cambiare la struttura del patriarcato, per raggiungere una reale uguaglianza.

Podemos, fingendo di essere un movimento di protesta, come Tsipras in Grecia e un partito in Italia, è solo la riproposizione stupida del solito progressismo.




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