La Rai svedese vieta parola “immigrato”, quando ci sono crimini

Condividi!

In Svezia, l’emittente televisiva pubblica SVT, la Rai svedese, ha imposto ai suoi giornalisti di non usare più la parola immigrato, africano, asiatico e nero quando a commettere un crimine è uno straniero.

E’ un tipico esempio di neolingua.

La frase zona con “popolazione immigrata” deve ora essere sostituita con la frase “zona economicamente depressa.”

Il manuale di neolingua mette in guardia anche contro l’uso delle parole “nero”, “pelle scura”, o “origine africana” in un contesto negativo. Nel caso siano immigrati di seconda generazione con la cittadinanza svedese per Ius Soli, si dovrebbe evitare di specificarlo, definendoli svedesi tout court.

Tuttavia, usare il termine “bianco” o “pelle chiara”, nello stesso contesto negativo è assolutamente giusto.

Una parte del manuale vieta che, a chi è accusato di cosiddetto “razzismo” o “discriminazione”, sia vietato di andare in onda per difendersi.

Anne Lagercrantz, direttore di news e sport a SVT, dice che la ragione di questo è perché “La lingua è potere. La lingua è anche politica”. Goebbels lo sapeva bene.




Lascia un commento