Preside che ha tolto Gesù da Presepe insiste: “L’ho fatto per bimbi islamici”

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Ha tolto Gesù Bambino dal Presepe sostituendolo con i migranti per non mancare di rispetto agli islamici, ma non si aspettava ‘clamore’, per questa sua bizzarra decisione.

Antonio Sansotta, il preside dell’istituto comprensivo “Luigi Pirandello”, da cui dipende l’asilo comunale Peter Pan, è tornato con una lettera aperta a difendere la sua scelta, prendendosela contro i genitori e chi non ha compreso la sua ‘scelta di tolleranza’.

“Ho invitato le docenti – ha spiegato il preside Sansotta – ad effettuare le manifestazioni Natalize ma anche altri eventi come Pasqua, festa della mamma, dei papà dei nonni, utilizzando cautela nei confronti dei bambini che per scelte religiose dei loro genitori o situazioni familiari (monogenitoriali, privi di nonni o altro) potevano essere discriminati rispetto ai loro compagni. Per il Natale ho chiesto che non venissero effettuate recite di carattere esclusivamente confessionale, ma che si evidenziassero i valori anche cristiani”.

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“In una sezione – spiega Sansotta – si sono contrapposti genitori con posizioni religiose divergenti, che hanno voluto piuttosto che comprendere le ragioni dell’altro e dar fiducia al gran lavoro degli insegnanti, portare la questione su un piano mediatico, evidentemente con la chiara intenzione di apparire quali paladini dell’una piuttosto che dell’altra posizione”.

“Mi dispiace constatare che in alcune famiglie la fiducia nella capacità dei propri figli sia tale che si ritiene che effettuare o meno una recita natalizia faccia la differenza rispetto allo sviluppo della Fede in ognuno di noi. Forse il vivere quotidianamente con i principi cristiani quali il rispetto di chi è diverso da sé, l’altruismo, la tolleranza, il dialogo aiuterebbe a crescere i nostri ragazzi sempre più forti”.

Lo studio non è adatto a chi ha una circonferenza cranica inadeguata, confonde. Purtroppo la classe dirigente italiana ed europea è quasi tutta composta da individui che hanno studiato tanto, senza avere la capacità di comprendere che cosa hanno studiato: è il mix peggiore, come disse il poeta, “meglio un contadino ignorante, di una fava colta”.