Protesta contro Fasssino: “Stai uccidendo il quartiere”

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Decine di ‘necrologi’ sono stati affissi nella zona sud di San Salvario, Torino, ai pali della luce : stanno uccidendo San Salvario.

Ad affiggere tali cartelli è stata la locale sezione di Casa Pound Italia che, da tempo, denuncia l’assenza delle istituzioni in quella porzione di territorio del comune di Torino invasa ogni sera dagli spacciatori africani di ogni etnia.

“L’hanno abbandonato in preda a spaccio e delinquenza. Ora ti vietano di protestare e di chiedere un quartiere normale. Ne dà il triste annuncio CasaPound Italia”, questo il testo dei necrologi affissi lungo le vie del quartiere San Salvario.

“Le istituzioni vogliono far morire San Salvario – ha dichiarato Marco Racca, coordinatore regionale di CasaPound Italia. In questo quartiere, giorno e notte, spacciatori, per lo più stranieri, vendono ed occupano gli spazi pubblici riservati a bambini ed anziani.
In passato alcuni residenti sono stati brutalmente aggrediti e si sono verificate anche delle sparatorie tra bande di delinquenti. Tutto ciò è assolutamente intollerabile.”

“La scorsa settimana abbiamo aderito alla passeggiata cinofila contro il degrado organizzata dal comitato San Salvario Bramante – ha proseguito Racca – La questura ha vietato ai cittadini di poter percorrere le vie del quartiere, per non meglio precisati problemi di ordine pubblico.
Gli onesti cittadini per le strade non possono passeggiare, ma gli spacciatori rimangono liberi di vendere eroina e cocaina ad ogni angolo. E’ questo il mondo in cui vogliamo far crescere i nostri figli?”

“A nessuno interessano i problemi di San Salvario.
Fassino qui non si fa mai vedere e le forze dell’ordine non sembrano interessate a risolvere il problema dello spaccio. Solo i residenti del comitato San Salvario Bramante e i militanti di CasaPound Italia stanno provando a salvare il quartiere dal degrado.
Abbiamo ripulito vie e parchi, fatto presidi notturni e nelle prossime settimane saremo di nuovo in strada per aiutare gli abitanti del quartiere nelle loro iniziative. San Salvario si può salvare – ha concluso Racca – ma per farlo non ci si deve aspettare l’aiuto di nessuno. Saranno i cittadini ad organizzarsi per riconquistare le loro vie e difendere i propri diritti.”




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