UE mette in ginocchio acciaierie italiane

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“I tempi stringono, la Commissione avanzi una proposta al Parlamento su quello che intende fare a proposito dello status di economia di mercato (MES) alla Cina”.

Secondo Borghezio “il pericolo dell’eventuale concessione di questo riconoscimento annienterebbe la quasi totalità delle misure antidumping (anti concorrenza sleale) presenti oggi nella UE, a favore di un’economia, quella cinese, che tutto può essere considerata fuorché essere ‘di mercato’, visto il pesante condizionamento statale nella determinazione dei prezzi”.

Piuttosto evidente, soprattutto in una fase in cui l’eccesso di produzione sta mettendo in ginocchio il settore. Ma l’interesse delle multinazionali, che pagano commissari Ue e giornalisti, è invece quello di andare a produrre a basso costo in Cina.

“Parliamo, conclude Borghezio, di più di trenta settori produttivi europei del manifatturiero – siderurgico in testa, già pesantemente colpito dalla crisi europea – che verrebbero spazzati via da una concorrenza sleale ‘legalizzata’ dall’UE. Non vi sono i presupposti, e così la pensano altri importanti attori mondiali come USA e Brasile, per considerare l’economia cinese come ‘assimilabile’ alla nostra; l’UE inverta presto la propria demagogica impostazione commerciale verso l’estero, miope ed inefficace sul piano dei benefici in proporzione agli altissimi costi. Difenda, per una volta, il tessuto produttivo europeo”.




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