SUPER BATTERIO FA 8 MORTI, 30 MORENTI: PANICO

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In Portogallo un batterio resistente agli antibiotici ha provocato la morte di otto persone, mentre altre trenta sono state ricoverate nell’ospedale di Vila Nova de Gaia, nei pressi della città di Oporto.

La prima infezione dovuta al “super batterio” Klebsiella Pneumoniae è stata individuata il 7 agosto. “Non si può dire che la situazione sia sotto controllo”, ha dichiarato un portavoce dell’ospedale.

Non lo è. E sarà sempre peggio.

I super-batteri resistenti ai farmaci stroncano la vita di 700 mila persone all’anno nel mondo. Ma ne uccideranno 10 milioni in più in un anno entro il 2050: un numero di vittime superiore a quelle che oggi si contano per colpa del cancro. Con costi esorbitanti pari a 100 trilioni di dollari, 40 volte superiori al Pil italiano Unito. E’ l’allarme lanciato dall’economista inglese Jim O’Neill, che nel luglio scorso ha ricevuto dal premier britannico David Cameron il compito di redigere un rapporto sul fenomeno in crescita dell’antibiotico-resistenza.

L’analisi, basata sugli scenari prospettati dagli scienziati dell’Istituto di ricerca indipendente Rand Europe e dai revisori di Kpmg, indica come nemico numero uno le forme resistenti di Escherichia coli, malaria e tubercolosi. In Europa e negli Stati Uniti – sottolineano gli studiosi – i super-batteri causano almeno 50 mila decessi all’anno, ma se non saranno controllati le morti sono destinate ad aumentare di oltre 20 volte entro il 2050.

O’Neill, ex capo economista di Goldman Sachs spiega che le conseguenze saranno più gravi soprattutto in questi Paesi: “In Nigeria, entro il 2050 – calcola – più di una morte su 4 sarà causata da infezioni antibiotico-resistenti, mentre in India si potrebbero perdere 2 milioni di vite in più ogni anno”.

L’aumento di batteri non trattabili minaccia uno “scenario impensabile” in cui le infezioni oggi trascurabili sarebbero in grado di uccidere come avveniva prima dell’era antibiotica.

Sono stati introdotti solo cinque nuovi tipi di antibiotici dal 1960 e la fornitura di nuovi farmaci sviluppati è in calo perché le aziende vedono poco profitto a lavorare su trattamenti pensati solo per essere utilizzati come ultima risorsa.

I superbatteri arrivano in Europa con pazienti curati in ospedali indiani e, nel caso dei virus, da immigrati provenienti dai paesi subsahariani.

Lo stesso fenomeno infatti riguarda i virus, basti pensare alla TBC-Multiresistente, nata per pazienti che non completano il ciclo di cure.

Un superbatterio pericoloso importato con i ‘migranti sanitari’ è ormai presente negli ospedali della Gran Bretagna e prossimo ad arrivare in quelli del resto d’Europa. La sua presenza potrebbe rendere anche le operazioni di routine troppo pericolose: potremmo ripiombare in piena era pre-antibiotici, quando un semplice intervento poteva ucciderti.

Lo riferiscono scienziati britannici incaricati dal governo.

Lo studio condotto da Public Health England (PHE) ha rivelato che ormai, un solo farmaco è ancora efficace contro il Nuova Delhi Metallo (NDM), un enzima importato nel Regno Unito da immigrati che hanno subito un trattamento medico in India.

La relazione avverte che anche questo ultimo farmaco utile – Coliston, antibiotico creato nel lontano 1950, che non veniva ampiamente utilizzato dal 1980 – finirà per diventare inefficace, rendendo NDM estremamente difficile per i medici da curare e lasciando i pazienti a rischio grave.

Il numero di casi del superbatterio è quintuplicato da quando è stato identificato in Gran Bretagna nel 2008

La ricerca ha anche scoperto che altri tre farmaci hanno avuto un successo molto limitato nel trattamento di NDM.
Il bug stava circolando in India dal 2006 ed è stato portato nel Regno Unito nel 2008 da un ‘paziente’ di ritorno regione. Molti indiani tornano in India per farsi curare, il sistema sanitario indiano è relativamente poco dispendioso per chi lavora in Europa, e permette di bypassare problematiche morali, come quella relativa agli organi.

Ci sono stati sei casi segnalati nel primo anno, ma la cifra da allora è cresciuta di cinque volte fino a 148 nel 2013.
Un’altra zona nota per essere la culla di questo batterio, sono i Balcani – grazie Schengen – che è noto come un punto caldo globale.

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I batteri più comuni con enzimi NDM sono il Klebsiella, seguito da E. coli.

Molti di noi portano questi batteri nelle viscere senza problemi, ma possono causare infezioni se finiscono nel sangue o nel tratto urinario. Ci sono un certo numero di meccanismi che rendono alcuni tipi di questi batteri resistenti e questo rende il trattamento molto più difficile.




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