Milan: crisi asiatica mette a rischio l’affare Bee

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Niente firma al 30 settembre come da accordi. Dopo 5 ore di vertice ad Arcore con Berlusconi, e un’altra ora e mezza tra Bee e i manager Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi ha accettato la richiesta del broker cino-thailandese di ottenere altro tempo. E’ il quinto rinvio.

Alle 20.36, Fininvest ha diffuso questo comunicato: “Nell’incontro avvenuto oggi tra le parti per affinare gli ultimi aspetti tecnici dell’operazione, Mr. Bee Taechaubol ha illustrato al presidente Silvio Berlusconi gli adempimenti compiuti al fine di dare concreta attuazione al preliminare di compravendita siglato il 1° agosto scorso, che prevede l’acquisto da parte di Mr. Taechaubol di una quota di minoranza dell’AC Milan pari al 48%, per un corrispettivo di 480 milioni di euro – si legge -. Nel corso dell’incontro, Mr Taechaubol ha confermato il notevole interesse che nei Paesi asiatici il Milan ed il suo brand suscitano, interesse riscontrato in tutti i numerosi contatti avuti con operatori finanziari e commerciali. I consulenti delle parti sono tuttora al lavoro per definire gli ultimi dettagli con l’obiettivo di completare l’intesa nei prossimi giorni”.

In realtà, la crisi delle borse asiatiche ha lasciato scoperta la posizione di Bee e gli ‘investitori’ che dovevano prendersi il 48 per cento del Milan per poi ‘rivenderlo’ o quotarlo in Asia, non hanno più quei fondi. Da qui, l’esigenza di avere più tempo. Ma non è detto basti.




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