Cardinale rivela: “Club Mafia ha fatto fuori Ratzinger”

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Il cardinale Danneels, 82  anni, sarà uno dei tre prelati belgi a partecipare al Sinodo di ottobre.

Il Vaticano lo ha elencato al secondo posto per importanza, tra i 45 delegati scelti personalmente da Bergoglio, come partecipanti alla prossima riunione del Sinodo. Ha preso parte anche l’anno scorso al Sinodo straordinario come delegato pontificio.

In occasione del lancio della sua biografia (vanesi)  a Bruxelles, questa settimana, il cardinale ha affermato di avere fatto parte di un club segreto di cardinali che si opponevano a Papa Benedetto XVI.

Lo ha letteralmente chiamato un “Club Mafia” che portava il nome di San Gallo. Il gruppo esigeva una drastica riforma della Chiesa, per renderla “più moderna”, e lavorava in questa direzione: aveva il cardinale Jorge Bergoglio alla propria testa.

L’esistenza di qusto gruppo, che comprendeva anche il cardinale Walter Kasper e il famigerato cardinale gesuita Carlo Maria Martini, è stata documentata anche in una biografia dell’attuale Papa scritta da Austen Ivereigh, il Grande Riformatore.

E’ stata anche rivelata, questa settimana, una lettera del cardinale al governo belga in favore dello legislazione sul “matrimonio” gay, perché terminava la cosiddetta discriminazione contro i gruppi LGBT.

Il cardinale è già noto per aver una volta consigliato il re del Belgio a firmare una legge sull’aborto nel 1990, per aver detto ad una vittima di abusi sessuali del clero di tacere. Non solo, alcuni anni fa, ha rifiutato di vietare contenuti pornografici nel materiale “educativo” in uso nelle scuole cattoliche del Belgio .

Una volta ha anche detto che il “matrimonio” gay è uno “sviluppo positivo”, anche se ha cercato di distinguere una tale unione dal matrimonio vero e proprio.

Secondo una prossima biografia autorizzata sul cardinale co-scritta da Jürgen Mettepenningen – un ex portavoce del successore del cardinale Danneels, l’arcivescovo André Joseph Leonard – e da Karim Schelkens, storico della Chiesa e teologo, il cardinale ha espresso soddisfazione per la scomparsa della “discriminazione” contro le coppie LGBT nel 2003.

Gli autori della biografia, che sarà pubblicato il 29 settembre, rivelano che il porporato ha scritto una lettera in data 28 maggio 2003 all’allora primo ministro belga Guy Verhofstadt, che in quel momento stava mettendo insieme il suo secondo governo.

Nella lettera, il cardinale espresse la sua approvazione per il cosiddetto matrimonio gay.

Alla domanda circa la lettera, Verhofstadt ha detto di non ricordare, ma ha aggiunto: “Non ho mai avuto alcun problema con il cardinale. Il nostro rapporto è stato buono.”

Sotto la guida di Verhofstadt, dal 1999 al 2007, il governo belga non solo ha introdotto questo tipo di “matrimonio”, ma anche le leggi sull’eutanasia, esperimenti sugli embrioni umani, e la fecondazione in vitro.

Un bel cardinale, l’amico di Bergoglio.




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