L’accampamento di profughi dove si stuprano le ragazze (con problemi psichici)

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In queste foto il cosiddetto ‘presidio’ nel quale sono accampati i clandestini africani e asiatici oltre ai fanatici delinquenti di No Borders.

E’ il presidio dove si è verificato lo stupro di una ragazza italiana di 30 anni. Ma la realtà, pare superare quello raccontato fino a ieri. Infatti, i No Borders, nel difendere i loro profughi dall’accusa di stupro, rivelano una verità ancora più agghiacciante.

La lettera che segue, è di una delle attiviste inviata ad un quotidiano locale, per smentire l’accusa di stupro:

Sono stata al campo e ho conosciuto personalmente la ragazza. Questa persona ha evidenti disagi psichici e si trovava al campo poiché, trovandosi senza casa né cibo e avendo incontrato alcuni compagni diretti al campo, aveva chiesto loro aiuto. La ragazza non aveva alcun orientamento politico né spirito di solidarietà nei confronti dei migranti ma dimostrava da subito un comportamento disturbato, in particolare proprio nella ricerca di contatti sessuali con diversi di loro. Questa persona, pur usufruendo di cibo, vestiario e servizi si mostrava litigiosa e non ha mai collaborato in nessun modo ad alcuna
attività del campo, preferendo isolarsi nella tenda o assentandosi per ore.
Inoltre, non avendo denaro chiedeva favori a tutti e reagiva aspramente se non era soddisfatta ad esempio chiedendo di usare un cellulare per pochi minuti, salvo appropriarsene per ore e non volerlo più restituire. Dal suo modo di parlare si intuivano squilibri emotivi e poca attendibilità su quanto diceva, come se fosse mossa dal bisogno di mostrarsi sempre vittima o perseguitata, trovando così la considerazione degli altri. Il suoi comportamenti non solo risultavano destabilizzanti all’interno del campo ma anche all’esterno, in quanto la ragazza esportava il suo disturbo di comportamento, cercando considerazione anche all’esterno e riferendo fatti non veri sulla realtà del Presidio.
La sua denuncia a riguardo della presunta violenza subita scatenò una reazione di linciaggio da parte degli altri migranti nei confronti del presunto stupratore che venne immediatamente allontanato dal campo. Tuttavia, essendo chiaro che la ragazza si era intrattenuta più volte con lui ed altri in modo non solo consenziente ma da lei stessa ricercato, rimasero e permangono dubbi se il fatto sussista o meno. Quanto meno non certo per un tempo così prolungato senza che nessuno potesse accorgersene. Non è assolutamente vero che le sia stato impedito di denunciare, piuttosto è vero che, la ragazza, più volte richiamata ad assumere comportamenti più consoni alla vita del campo perché, in caso contrario, sarebbe stata allontanata, reagiva minacciando che, nel caso, si sarebbe vendicata denunciando lo stupro.
Chiunque si intrattenesse un po’ di tempo con questa persona si renderebbe conto che è portatrice di evidenti instabilità. Tuttavia, nello spirito del Presidio, c’è anche l’intento di dare una mano a tutti, ben sapendo che, all’esterno, c’è chi non vede l’ora di utilizzare e strumentalizzare i deliri di una persona evidentemente disturbata. Nessuna sorpresa dunque che chi non tollera il Presidio possa accogliere con gaudio una notizia così squallida, guardandosi bene dall’approfondirne la veridicità.

Gabriella

E loro, lasciavano che una ‘persona evidentemente disturbata’, venisse usata come carne da sesso dai loro ‘profughi’. Bella solidarietà. Ma non vi fate schifo?

noborders

Infatti,  se prendiamo per vera la versione di questa attivista dei No Borders. Significa, al di là di ogni dubbio, che loro sono complici di stupro di una persona con problemi psichici (così l’hanno definita loro), perché questo è, quando ti approfitti di un individuo mentalmente disabile: stupro.

Tutto, per fornire carne fresca ai loro ‘profughi’.

E complici, non sono solo questi fanatici di No Borders, ma anche Prefetto, Questore, Sindaco e tutte quelle istituzioni che permettono un accampamento abusivo: dove si stuprano le ragazze con problemi psichici.

Che Stato di merda.

La lettera che abbiamo riportato, ricevuta dal giornale locale, è una vera e propria autodenuncia. Invitiamo la magistratura ad acquisirla e a chiedere al giornale che l’ha pubblicata il nome e cognome dell’attivista. E a procedere.




2 pensieri su “L’accampamento di profughi dove si stuprano le ragazze (con problemi psichici)”

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