Padova, Bitonci elimina la mafia dei mediatori culturali

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Piace, ai cittadini, la scelta della giunta guidata da Massimo Bitonci di non presentare il bando per la mediazione linguistica nelle scuole elementari e medie del capoluogo euganeo.

I figli degli immigrati non avranno più l’insegnante personale (a spese nostre) per imparare l’italiano. Dovranno frequentare corsi.

Disperata la Cgil di Padova, che definisce “assurda” la scelta del sindaco Massimo Bitonci. I sindacati criticano la decisione del primo cittadino, poiché a Padova, dicono loro, la percentuale di stranieri si aggira intorno al 20% per le scuole secondarie di primo grado e al 40% per le scuole dell’infanzia comunali. Appunto, sono troppi, è tempo di fare pulizia.

In realtà, la Cgil vede mancare soldi a qualche ‘loro’ mediatore culturale. Ennesima figura succhiasoldi creata dai fanatici dell’accoglienza per speculare sull’immigrazione.

Bitonci rivendica con orgoglio la propria scelta politica. “Al posto dei mediatori culturali faremo corsi di lingua italiana per stranieri”, scrive Bitonci.

“Stiamo ripensando la figura del mediatore culturale – spiega Brunetti -. Finora si è trattato di una mediazione basata sulla lingua d’origine degli stranieri e che di fatto tagliava fuori la loro famiglia. Noi stiamo pensando a una integrazione che parta subito da corsi di lingua per i bambini e le loro famiglie e di costruire poi una reale integrazione su questa base.”

Sarebbe stato meglio nulla, ma è un passo nella giusta direzione. E comunque, Brunetti: l’integrazione è genocidio con altri mezzi.




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