Media russi: “Roma è un campo profughi, piena di strupratori africani”

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Se volete sapere la verità sull’invasione in atto, cambiate canale e passate ai media russi.

Mentre i nostri media di distrazione di massa raccontano gli assalti alle frontiere come ‘passeggiate gioiose di migranti’, quelli russi raccontano quello che sta avvenendo.

Stazioni prese d’assalto da orde di clandestini, accampamenti alle frontiere. Le immagini sono le stesse delle tv europee, gli inviati russi fanno gli stessi percorsi dei sedicenti profughi delle testate occidentali, ma i clandeistini dei loro reportage non sono infelici in fuga dalla guerra, ma invasori avidi e bugiardi, che confessano di aver falsificato documenti e storie, e di cercare in Europa soltanto sussidi, di disprezzare le volontarie che vengono ad accoglierli perché escono di casa non accompagnate dai maschi e di voler islamizzare i Paesi dove vanno a stare.

Al telespettatore russo viene raccontato quello che a noi non viene detto: che a Monaco e Roma, immerse nella sporcizia lasciata dagli extracomunitari, una donna non può più uscire per strada senza essere aggredita dai «neri», che in Germania e in Italia i pensionati vengono sfrattati per ospitare migranti.

Anche i profughi siriani sono coperti di disprezzo: «Invece di scappare avrebbero dovuto combattere per Assad», commenta la «Komsomolskya Pravda», che ha pubblicato il diario di Galina Ivanova, russa residente a Monaco, che racconta ai connazionali come i tedeschi stiano fuggendo dal loro Paese, consegnato ai migranti dalla «omodittatura europea» che vuole importare africani».

I commenti del regista Alexandr Sokurov che hanno sconcertato il pubblico bacchettone del festival politicamente corretto di Venezia, sono la cima intellettuale di un’iceberg, con scrittori, politologi, deputati ed economisti che denunciano il «tramonto dell’Europa», «le invasioni barbariche dei nuovi colonizzatori» e il fallimento della tolleranza occidentale.

Due giornalisti italiani (Giulietto Chiesa e Marc Innaro) in un talk show hanno cercato di smentire l’idea dell’Ue distrutta dall’immigrazione, ma sono stati zittiti dal pubblico indignat.

Un editoriale della «Komsomolskaya Pravda», uno dei tabloid più popolari del Paese, spiega ai lettori che gli immigrati vengono mandati in Europa dagli americani per distruggerla, e che Aylan Kurdi è stato affogato intenzionalmente dagli occidentali per scattare la foto diventata il feticcio dei buonisti.




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