Italiano sfrattato: per lui non c’è posto in hotel profughi

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Il 4 settembre Francesco Colombo (cardiopatico) e i suoi due figli sono stati sfrattati dalla loro abitazione in via della Libertà, venduta all’asta a causa di un debito maturato con il condominio.

Per qualche giorno, l’uomo è stato ospitato dal Comune in un hotel. Sistemazione provvisoria. Scaduta il 14 settembre. Quando l’uomo, a differenza delle decine di giovani maschi africani, si è trovato ancora senza un tetto. Di lui se ne frega il prefetto amico dei finti profughi.

 

«Abbiamo deciso di far intervenire l’associazione Nuovo Millennio – spiega Romeo Chierchia, membro del direttivo provinciale di Fratelli d’Italia-An – per trovare e pagare una camere in albergo, per questa notte, a Colombo e ai figli. Non potevano restare in mezzo alla strada». Dopodiché «accompagnerò domani mattina Colombo all’ufficio per il fabbisogno abitativo in Comune per chiedere che sia trovata una soluzione. É inaccettabile che in una città come Livorno, la seconda in Toscana per patrimonio abitativo pubblico, un padre e i suoi figli siano sfrattati e ancora senza casa».

Mentre «per gli stranieri e i profughi c’è sempre un ricovero».

No, per i profughi non c’è un ricovero, ci sono hotel di lusso. Hotel che vengono ristrutturati per ospitarli.




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