Udine assediata dai pakistani, Sindaco: “Dobbiamo allestire case alla svelta”

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UDINE – La città in alcune zone somiglia sempre più ad un campo profughi palestinese, solo che non ci sono profughi, ma clandestini. Per lo più pakistani, che arrivano da un paese con un programma nucleare che costa miliardi, e senza guerre.

I richiedenti asilo politico si affollano sotto le pensiline della stazione, nel parcheggio Moretti e davanti al cimitero. Dove molteplici sono state le denunce di aggressione.

Ma tranquilli, il sindaco a tempo perso di Udine ha la soluzione: “È arrivato il momento di trovare soluzioni nuove o di mettere in pratica le soluzioni promesse”, avverte infatti Furio Honsell, preoccupato per l’arrivo dell’autunno, stagione poco adatta per far dormire gli ospiti in tenda.

Perché lui non pensa ad una soluzione, lui guarda avanti e pretende di piazzarli, forse per sempre, e a spese dei contribuenti, in edifici demaniali.

E annuncia: “Se le palazzine della Cavarzerani non sono agibili, prima dell’autunno, nella caserma bisogna allestire i prefabbricati”.

Questi si preparano a trasformare le nostre città in campi profughi permanenti. Di clandestini.

“Al ministro dell’Interno chiederò di ristrutturare la Cavarzerani in modo adeguato e se la mia richiesta non sarà accolta è veramente un’illusione pensare che la situazione non diventerà più grave”.

Con i soldi di chi?

Intanto la gente segnala la presenza dei pakistani nelle aiuole, sotto le tettoie, nei sottopassi e accanto ai portabiciclette in zona stazione.




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