Bitonci chiama: 27 sindaci ribelli rispondono ad appello anti-clandestini

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MESTRINO – Riunione dei sindaci ribelli della provincia di Padova, quelli che mettono il benessere dei propri cittadini – ed elettori – davanti agli interessi di Mafia Capitale.

Li ha convocati il primo cittadino di Padova, Massino Bitonci: erano in 27, e hanno firmato il documento per il “no” insieme a 40 consiglieri comunali di opposizione di altri Comuni.

“Copriamo un territorio di 629 mila abitanti – ha detto Bitonci -. La maggioranza della popolazione è con noi. Non è vero che Padova vuole scaricare sugli altri comuni. Anzi vogliamo che quello che è accaduto con la Prandina non accada altrove. Quella tendopoli è completamente fuori da qualsiasi regola. Adesso ci sono 400 persone ma Usl e vigili del fuoco dicono che è tutto a posto. Ma lo dicono Perché c’è la regia della prefettura”.

Bitonci ha annunciato una mobilitazione contro la tendopoli alla Prandina (che stanotte è stata ampliata con altre due tende, e definire bordello gestito dalla Prefettura è più appropriato): “Chiedo le dimissioni del prefetto. Impresa vada via da Padova”.

Marcello Mezzasalma, vicesindaco di Fontaniva: “Il 3 agosto siamo andati all’incontro della Provincia per dovere istituzionale. Ma oggi non ci saremo perché i discorsi di accoglienza imposta ai nostri territori sono inaccettabili. I nostri cittadini hanno ben altri problemi”.

Renato Miatello, sindaco di San Giorgio in Bosco: “Soranzo (presidente provincia nominato, perché le provincie ci sono ancora, ma non eleggete voi i presidenti) è un presidente frutto di un incesto politico. Non ci interessano le sue riunioni. Si occupi di altro”.




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