Allarme Tubercolosi a Catania: infetto scoperto 7 giorni dopo sbarco, per caso!

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Ancora sotto osservazione il giovane clandestini ricoverato nel reparto malattie infettive del Garibaldi. A spese nostre. Polemica per i ridicoli controlli durante gli sbarchi: del resto a botte di mille al giorno, quanti medici servirebbero? Li guardano e dicono: sembra stia bene!

Si tratta di un giovane del Ciad – quale guerra ci sia in Ciad non lo sappiamo – giunto con un barcone il 19 agosto che, dopo essere stato ricoverato presso l’Ipab Oasi Cristo Re di Acireale, è stato trasferito d’urgenza al reparto malattie infettive dell’ospedale Garibaldi di Catania per tubercolosi.

Infetti probabilmente anche altri tre minori compagni di stanza del ricoverato. I medici dell’Asp hanno effettutato controlli e visite presso l’Ipab Oasi Cristo Re di Acireale dove rimane alta l’attenzione. Con calma.

E mentre i clandestini continuano ad arrivare, con gli effetti devastanti sulla salute dei cittadini, iniziano le polemiche sulle responsabilità dei controlli sanitari agli innumerevoli sbarchi che in queste ore si susseguono.

Chi doveva accorgersi delle gravi condizioni di salute del giovane colono quel 19 agosto?

Quali controlli vengono effettuati agli sbarchi? I cittadini sono al sicuro?

Se in un primo momento sembrava che proprio quel 19 agosto, i medici dell’Usmaf (Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera del Ministero della Salute), primi a salire sulla nave per verificare le condizioni di salute dei migranti, avessero segnalato la presenza di anomalie nel caso del giovane migrante, arriva secca la smentita da parte di Claudio Pulvirenti, dirigente medico del Ministero della Salute e titolare dell’Ufficio di Sanità Aerea di Catania che rassicura:

Il giovane è sotto osservazione al reparto malattie infettive e nei prossimi giorni saranno più chiare le condizioni di salute. E la potenzialità dell’epidemia nei giorni in cui è stato in contatto con chiunque in città.

Intanto l’Ordine dei medici di Roma lancia l’allarme, chiedendo il potenziamento della vigilanza sanitaria soprattutto nei paesi a contatto con il mediterraneo. Si legge nella nota: “tutte le statistiche indicano negli ultimi mesi un incremento dei casi di tubercolosi e il ritorno di alcune malattie infettive che in Europa erano quasi del tutto debellate. Bisognerebbe mettere in campo tutti i controlli necessari“.




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