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Non solo Slovacchia: anche Irlanda e Polonia vogliono solo profughi cristiani

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Non c’è solo la Slovacchia a chiedere a volere accogliere solo profughi cristiani. Che in effetti sono gli unici veri profughi, perché in fuga dalle persecuzioni: e sono pochissimi.

Da giugno il Parlamento di Bratislava ha respinto la richiesta di Bruxelles di ricevere una quota di clandestini. E ha accettato di prendere finora 200 siriani di religione cristiana: 100 richiedenti asilo e 100 che l’hanno già ottenuto.

L’Unione Europea, che ha l’unico scopo di eliminare le identità nazionali, si è prefissata la folle idea di suddividere in totale 60 mila persone tra i Paesi membri. Secondo Frontex gli sbarchi nel 2015 hanno già toccato quota 107.500. “Non abbiamo moschee, non ci sono ragioni per cui dei musulmani debbano voler vivere in Slovacchia”, hanno detto i politici di Bratislava.

Altri paesi a forte ispirazione cattolica, osserva il giornale, hanno avuto un atteggiamento simile.

L’Irlanda, finora ha accettato solo 120 rifugiati, perché, sostiene giustamente un portavoce del Ministero dell’Interno, “le capacità linguistiche, i legami familiari o quelli culturali” vanno presi in considerazione nel ricollocare un profugo. E Dublino ha fatto la sua scelta di preferire i cattolici.

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Lo stesso discorso può essere applicato alla Polonia, che ha accolto 60 profughi, tutti cattolici.

Nelle repubbliche baltiche, che in tutto contano 725 profughi accolti volontariamente da Lettoni, Lituania ed Estonia tra quelli ricollocati dall’Ue, sta montando il dibattito se vietare o meno il burqa. E il fronte anti-Islam si allarga in tutti i Paesi che non prediligono uno specifico orientamento religioso nella scelta dei profughi.

Ci sono anche organizzazioni che si sono dedicate solo al recupero di richiedenti asilo non musulmani.

Il lord britannico George Weidenfeld, un ebreo di 95 anni sopravvissuto all’Olocausto (che quindi sa distinguere veri e finti perseguitati), ha creato la Weidenfeld Safe Heavens Fund per sostenere l’Operazione “Safe Heaven” (letteralmente Paradiso sicuro) con la quale porta siriani e iracheni cristiani in Europa. Pochi, perché pochi sono i cristiani. I primi 150 sono arrivati in Polonia con un charter privato. L’organizzazione pagherà per i primi 12-18 mesi di permanenza dei profughi nel Paese. L’obiettivo è contribuire a salvare oltre 2 mila profughi, ha dichiarato il lord al quotidiano britannico Independent.

Il fondo salva-cristiani è dedicato a Sir Nicholas Winton, nobile inglese scomparso il 1 luglio, che aiutò degli ebrei perseguitati dai nazisti a raggiungere dalla Polonia la Gran Bretagna. Fra loro anche lord Weidenfeld. Il portavoce di Operazione Safe Heavens Andrew Carey ha dichiarato ad EUObserver che sta negoziando per portare altri richiedenti in un Paese dell’Europa orientale a maggioranza cattolica, anche se non ha specificato quale.

Una cosa è salvare i pochi veri profughi, un’altra è favorire l’invasione islamica camuffandola da ‘crisi umanitaria’.




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