Ferrara: puzza di corruzione su ‘accoglienza profughi’

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Il passo indietro del Comune di Ferrara sull’affidamento diretto del servizio per l’accoglienza profughi, dopo la richiesta dell’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, non fa che esacerbare la polemica politica intorno al ‘puzzo di corruzione’ intorno all’affare profughi.

Il capogruppo consiliare in Regione della Lega, Alan Fabbri, aveva recentemente fatto ricorso allo stesso Cantone, per sospette irregolarità esercitate dall’amministrazione comunale di Ferrara per un altro bando da 1,5 milioni di euro per l’accoglienza di altri 400 profughi derivanti dal progetto Mare Nostrum.

“Finalmente emergono le pecche di una gestione monopolistica dell’accoglienza che fa comodo solo a poche coop a doppio filo con la sinistra” commenta il consigliere leghista, dopo la notizia della revoca dell’affidamento del servizio a Camelot. Fabbri rileva che tuttavia queste ‘anomalie’ di gestione dell’accoglienza in Emilia-Romagna non solo a Ferrara ma ad esempio anche a Reggio Emilia.




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