Parroco: “Aprite casa ai profughi”, nessuno accetta

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BERGAMO – Il volantino circola da tre giorni, ma nessun cittadino dell’alta Valle Brembana ha raccolto l’inquietante invito delle parrocchie a trovare una nuova sistemazione per i 45 finti profughi alloggiati a Roncobello.

«Nella colonia estiva di Roncobello non potranno fermarsi ancora a lungo, perché non c’è il riscaldamento — si spiega nel volantino -Per evitare che vengano portati altrove e ancora una volta allontanati e trasferiti, come comunità cristiana pensiamo che sia un bel segno di attenzione poterli accogliere, in modo diffuso, nelle nostre comunità locali».

«Trovando tre appartamenti nelle tre zone della valle nei quali ospitare 4-5 ragazzi, seguiti da alcuni volontari (a pagamento) della zona opportunamente formati dalla Caritas».

In sintesi il volantino chiede la disponibilità di un gruppo di volontari, che potrà accompagnare i profughi nei diversi appartamenti, oltre a una struttura sufficientemente grande per ospitarne la metà: il tutto con regolare contratto d’affitto sottoscritto con la Caritas. A spese dei contribuenti.

La Lega critica l’iniziativa tramite il suo segretario per le valli Brembana ed Imagna, Alex Galizzi: «Qualsiasi cittadino vallare ora rischia di trovarsi, senza saperlo, un “centro d’accoglienza” nell’appartamento vicino o nella proprietà confinante. Questa accoglienza senza limiti comporta pericoli di epidemie e di ordine pubblico che qui potrebbero creare problemi ancor più gravi che in zone più popolate e più monitorate».

«L’accoglienza diffusa non è gratis, anzi il costo di 1.050 euro al mese per profugo-clandestino resta. Questo tentativo di organizzazione porterà quindi più business e più utili per chi, nascondendosi dietro una falsa solidarietà, continua a gestire queste persone facendone pagare conseguenze economiche, lavorative, culturali e magari anche di salute alla nostra gente».




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