Altro bracciante italiano in coma

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Un altro bracciante di 42 anni che stava lavorando nei vigneti nelle campagne di Andria è in coma da dieci giorni, dopo aver avvertito un malore .

L’uomo risiede a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto, lo stesso paese, dove viveva Paola Clemente, anche lei bracciante, 49enne, deceduta a metà luglio dopo una dura giornata di lavoro. A 2 euro l’ora.

Sono tre in Puglia quest’anno le morti sospette per un probabile carico eccessivo di lavoro, sottopagato, a causa della concorrenza low-cost degli immigrati, quasi sempre clandestini, che accettano paghe da fame.

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Arcangelo, questo il nome del lavoratore, era stato assunto tramite un’agenzia interinale, nello stesso modo in cui era stata assunta Paola. Anche lui si alzava prestissimo perché Andria è distante da San Giorgio Jonico. A gestire i trasporti sarebbero i cosiddetti caporali. Sette ore di lavoro pesante più il trasporto.

L’uomo sarebbe stato colpito da infarto, secondo quanto appreso dalla Cgil che ha avuto molte difficoltà a ricostruire la vicenda per la coltre di silenzio che, in genere, circonda questi casi. Ora si trova ricoverato all’ospedale San Carlo di Potenza.

Peccato che la CGIL non comprenda che l’arrivo massiccio di immigrati crei un ‘esercito di riserva’ che gli sfruttatori possono utilizzare per abbassare il costo del lavoro.

Proprio oggi, è stata disposta l’autopsia su Paola, madre di 3 figli, morta nei campi. Come nell’800, al quale stiamo regredendo.