Profugo uccide bambina di 11 anni: ai domiciliari in campo abusivo

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La storia che vi raccontiamo è tragica. Terribile.

Domenica 2 agosto, un uomo, un 51enne di Foggia, si è visto morire la propria bimba di 11 anni tra le braccia: risultato di un incidente stradale con una Ford Escort con targa bulgara. Il conducente si era dato alla fuga a piedi nelle campagne.

incidente

Dopo l’incidente, da racconto del padre della bambina, all’auto si erano avvicinati alcuni africani: inutile chiedere aiuto, accortisi della gravità della situazione, erano immediatamente fuggiti. Mentre la bimba moriva tra le braccia del padre disperato.

E’ una storia che i media di distrazione di massa non vi racconteranno. Nuoce gravemente alla reputazione dei ‘profughi’.

Oggi la notizia. Il fuggitivo è stato rintracciato presso l’insediamento rurale comunemente denominato “Ghetto di Rignano”, ubicato nelle campagne tra Foggia e San Severo. Dove vivono i clandestini o comunque immigrati al nero che infestano la zona.

Si tratta di un giovane della Guinea Bissau. All’interno della Ford incidentata i Carabinieri hanno trovato una copia del permesso di soggiorno di un cittadino senegalese che, sentito dai Militari, raccontava di aver trascorso la serata al “Ghetto” con altri cittadini di etnia africana della Guinea Bissau. Questo particolare, unito alle notizie raccolte dai proprietari terrieri della zona, consentivano quindi di individuare all’interno dell’insediamento di Rignano CANDE Mama Saliu, cittadino 31enne della Guinea Bissau, in possesso di permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari ed appena scaduto di validità.

Una bimba italiana uccisa da un africano con il permesso umanitario. Quello che oggi anche il blog di Grillo ha denunciato come vergognoso.

Non basta. Non ostante abbia ucciso una bimba. Non ostante sia fuggito abbandonando la scena, senza prestare soccorso. Non ostante sia, di fatto, un clandestino, l’africano è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Nel campo abusivo.

Che andrebbe raso al suolo. Dai cittadini in armi. Se esistono ancora cittadini, e non sudditi.