Tentato stupro Trieste: il profugo islamico lo manteniamo in hotel

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TRIESTE – Khan Sinzai Rozi – il sedicenti profugo afghano di 28 anni arrestato dai carabinieri nel pomeriggio di martedì 21 luglio mentre stava molestando una tredicenne nel mare di Barcola – tornerà fra 24 ore davanti al giudice dopo due settimane di galera.

E lì, in presenza dei suoi avvocati e di un interprete di pashtun – tutti pagati da noi – reclamerà di uscire subito, per entrare nella “rete” di assistenza dei richiedenti asilo. In hotel.

È prevista mercoledì, infatti, l’udienza a porte chiuse del Tribunale del riesame – composto nell’occasione dal presidente della Sezione penale Filippo Gulotta e dai giudici a latere Massimo Tomassini e Giulia Spadaro – al quale ha deciso di appellarsi nei giorni scorsi il difensore di Razi, l’avvocato Andrea Cavazzini: che paghiamo noi.

In quella sede, da quanto si è appreso in queste ore, i magistrati del Riesame non si limiteranno a riprendere in mano e a riesaminare appunto gli atti del procedimento a carico dell’afghano già valutati in prima istanza, al termine dell’interrogatorio di garanzia, dal presidente della sezione Gip Guido Patriarchi, che giovedì 23 luglio aveva accolto la tesi del pm Antonio Miggiani – costruita dai carabinieri sulla deposizione della ragazzina, testimone e insieme vittima delle molestie, ritenuta credibile anche dalla psicologa che l’aveva assistita – convalidando l’arresto di due giorni prima a Barcola.

Il collegio chiamato a esprimersi sull’opposizione a quel pronunciamento del giudice Patriarchi, firmata dall’avvocato Cavazzini, dovrebbe in effetti valutare anche una nuova memoria presentata nel frattempo proprio dalla difesa e potrebbe soprattutto tenere in considerazione una seconda deposizione, resa giusto l’altra settimana da uno dei due gemelli di dieci anni, cugini della tredicenne, che stavano giocando con lei in acqua quando s’è appalesato dalle loro parti l’afghano e che, sempre stando al racconto di lei, avevano tentato poi di difenderla ed erano stati a loro volta malmenati e minacciati da Razi e da un altro profugo, arrestato con lui e rilasciato il giorno dopo.

Dopo le molestie sessuali, quelle giudiziarie. Bambini di 10 anni interrogati fino a che non diranno ‘non è stato il bravo profugo’.

E un’ulteriore versione dei fatti, eventualmente, potrebbe arrivare anche dall’altro sedicenti profugo che era quel giorno a Barcola con Rozi, che era stato arrestato per complicità e poi scarcerato la mattina dopo l’arresto. Era sparito nel nulla, ma negli ultimi giorni è rientrato nei database dei richiedenti asilo dell’Ics, il Consorzio italiano di solidarietà, come fa sapere il presidente Gianfranco Schiavone.

Quindi, il palo del tentato stupro è prima stato scarcerato. Poi è scomparso, ora lo manteniamo in hotel.




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