Renzi trasforma Hotel con 3 piscine in centro profughi

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TEOLO (Padova) – Il legale della Rabensteiner Bau Srl di Villandro (Bolzano), titolare dell’Hotel Terme Michelangelo di Monteortone, ha confermato al sindaco di Teolo, Moreno Valdisolo, l’oscena trattativa con la solita cooperativa ‘sociale’ per destinare, a spese dei contribuenti, l’enorme struttura di 119 camere, all’accoglienza dei clandestini: è incredibile il fanatismo con il quale il governo Renzi e i suoi galoppini cercano posto per accomodare migliaia di clandestini ovunque, mentre ci sono italiani senza casa.

La notizia che l’enorme 4 stelle possa diventare il principale centro profughi provinciale ha fatto infuriare, il sindaco di Teolo e il suo collega di Abano Luca Claudio, l’associazione degli albergatori termali e i residenti della zona che hanno subito tempestato il Comune di telefonate.

Il Michelangelo, con il “gemello” Leonardo, l’Ermitage Bel Air e il Mamma Margherita, è uno dei quattro hotel presenti nel comune di Teolo. È stato costruito nel 1978 dalla famiglia Benetton.

I sedicenti profughi potranno usufruire di un centro benessere, di tre piscine termali (2 calde, una interna e una esterna, e una fredda).

Il sindaco: «Alla proprietà ho detto con chiarezza che farò ponti d’oro se avvierà un progetto di ristrutturazione finalizzato alla ripresa dell’attività termale. Diversamente mi metterò di traverso e pretenderò che tutto sia in regola. A partire dall’aspetto igienico sanitario per arrivare a quello della sicurezza. Sono a conoscenza che parecchie autorizzazioni non ci sono o sono scadute, ad iniziare dal Certificato di prevenzione incendi. Se in quella struttura ci andranno delle persone, siano esse profughi o clienti per le cure, esigo che tutto sia in regola».

Francesco Renga, titolare del Leonardo Da Vinci, l’hotel adiacente: «Non ci credo, è una cosa assurda che non sta né in cielo né in terra», esordisce l’albergatore «Se il Michelangelo dovesse aprire ai migranti, noi saremo costretti a chiudere il giorno seguente perché i clienti scapperebbero. Già abbiamo grosse difficoltà a tirare avanti per la crisi, questa sarebbe la mazzata finale».

Emanuele Boaretto, presidente di Assoalbergatori: «In questo momento abbiamo già chi ci rema contro, ci manca che ci mettano i migranti in una zona come Monteortone che è un tutt’uno con Abano. Sarebbe un grave danno per il settore. Basti pensare che alcuni clienti lasciano gli alberghi solo se sono disturbati da una famiglia con bambini maleducati. Figuriamoci se si trovano ad alloggiare vicino a un complesso pieno di profughi, che magari invadono le zone del passeggio serale. È un’assurdità».




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