Comune costretto a fare debiti per mantenere profughi minorenni

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Interessante l’ultimo consiglio comunale andato in scena a San Benedetto, comune in provincia di Mantova. Perché permette di venire a conoscenza di come le spese per mantenere i sedicenti profughi siano a carico dei contribuenti, e finiscano per dissestare le casse comunali dei paesi che li ospitano.

Il sindaco Marco Giavazzi, durante il consiglio, ha voluto mettere ai voti il riconoscimento del debito fuori bilancio di 6.210 euro, relativo agli oneri di accoglienza, imposti dalla recente normativa ai Comuni, per i minori stranieri non accompagnati.

Funziona così: se un albanese abbandona il figlio di 17 anni in Italia, lo deve mantenere il comune dove viene abbandonato. Immaginatevi come sia facile approfittarne.

A voi sembreranno pochi soldi, ma dovete moltiplicarli per 100 in caso di comuni più grandi. Per 10mila per tutti i comuni italiani.

Siamo al paradosso che chi per pagare l’Imu non può comprare lo scooter al figlio, mantiene invece i figli degli altri.

La per per il Comune in questione è di 45 euro al giorno, iva compresa, per ogni minore: ma in altri comuni si può arrivare a quasi 200 euro.

E’ previsto, successivamente, un rimborso dallo Stato. Che poi sono sempre i contribuenti italiani. Questo tanto per dire quanto è ridicola la bufala messa in giro dai media di distruazione di massa che ‘i profughi li mantiene la Ue’.

A fronte di questa situazione, il sindaco ha dato lettura in consiglio di due lettere inviate alla Questura e alla Prefettura di Mantova, in data 3 e 18 luglio, in cui ha fatto presente la forte preoccupazione dell’amministrazione per la spesa consistente e, magari, l’impossibilità di avere risorse per un minore sambenedettino in difficoltà.

Capito? Per mantenere i figli dei clandestini non possono aiutare i ragazzini locali in difficoltà.




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