Conferma: hanno disseppellito cane per mangiarlo

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C’è la conferma. Le prime indagini sui tre nuovi casi di Ebola verificatisi negli ultimi giorni hanno individuato in una carcassa di cane disseppellita per essere mangiata, il punto di contatto tra i pazienti infetti.

Sempre un animale, potrebbe essere tra le cause di un altro focolaio scatenatosi in questi giorni in Congo.

I nuovi casi, di cui uno subito letale, gli altri due pazienti sono in condizioni stazionarie, hanno ridicolizzato la certificazione di ‘virus free’ ottenuta dall’Oms.

Secondo le prime ricostruzioni riportate dai media locali le tre vittime, tutte del villaggio di Nedowein, a circa 50 chilometri dalla capitale Monrovia, non avevano viaggiato nei paesi dove l’epidemia è ancora in corso e non avevano avuto contatti con malati.

L’unica attività comune: il disseppellimento del cane e poi il ‘banchetto’.

Intanto, nuovo focolaio di Ebola nella Repubblica democratica del Congo, nel villaggio di Masambio a 270 chilometri dalla capitale Kinshasa. “Quattro delle sei persone che hanno partecipato alla caccia di un animale sono morte – riferisce un comunicato dell’Oms – con sintomi riconducibili al virus Ebola”.

Il Congo non è nuovo a questo tipo di focolai, non a caso il virus deve il suo nome proprio a uno dei fiumi del Paese.




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