ISIS sul Mar Rosso: strage di soldati egiziani durante battaglia

Vox
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Oltre 70 soldati egiziani sono stati uccisi, e 80 feriti durante una battaglia campale contro miliziani di ISIS sul Mar Rosso, nella penisola del Sinai.

Ci sono stati anche molti rapimenti. Morti anche 50 terroristi islamici. E’ il bilancio dell’assalto con attentati di stamani mattina a sud di Sheikh Zuweid, nel nord del Sinai.

Una “settantina di uomini armati ha sferrato cinque attacchi simultanei” contro alcuni check-point, come riferisce il portavoce militare Mohamed Samir.

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All’alba di oggi, secondo fonti locali, almeno 70 miliziani di “Bayt al-Maqqdis”, il gruppo jihadista del Sinai aderente al Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi, hanno attaccato la stazione di polizia di Sheikh Zuweid con razzi e lanciagranate, depositando mine sulle strade adiacenti per impedire l’arrivo dei soccorsi governativi.

Nelle stesse ore altri gruppi di jihadisti hanno attaccato ad El Arish e Rafah altri postazioni dell’esercito egiziano, facendo ricorso ad azioni suicide. «Abbiamo colpito 15 obiettivi nemici» afferma lo Stato Islamico, vantandosi anche di aver messo a segno tre «operazioni martirio» ovvero attacchi kamikaze.

«Isis non è solo sul Golan, è anche in Egitto, vicino Rafah, vicino al nostro confine», ha detto il premier Benyamin Netanyahu.

«Questo terrorismo – ha spiegato parlando con gli ambasciatori stranieri – è diretto da due differenti entità: l’Iran e gli sciiti radicali da una parte, e l’Isis con i sunniti radicali, così come da fazioni come Hamas».