Bergoglio incontra clandestini delle palazzine dello stupro

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Non pensavamo che Bergoglio arrivasse a tanto. L’ha fatto.
A meno di due settimane dallo stupro della disabile avvenuto nelle palazzine olimpiche ex-Moi di Torino, il Papa (non il nostro Papa) incontra proprio i clandestini che occupano quelle palazzine. Quelli che mentre la ragazza veniva stuprata e urlava, ‘non sentivano nulla’.

«È un momento difficile, lo so. Vi sono vicino. Non mollate». Venti minuti faccia a faccia con venti ‘profughi’, attualmente nelle palazzine dell’ex Moi occupate. È l’ultimo incontro di papa Francesco nella sua due giorni a Torino.

L’ultimo e il più vergognoso. Disgustoso. E’ come se la ragazza disabile italiana fosse stata stuprata ancora. Chissà, se gli hanno raccontato delle urla che ‘non hanno sentito’.

La delegazione, accompagnata in Arcivescovado dal direttore della Pastorale migranti, il famigerato Sergio Durando e dal direttore della Caritas Pierluigi Dovis, era composta da ivoriani, nigeriani, camerunesi, georgiani. Residenti abusivi al Moi.

«Ci ha salutati uno a uno, si è fermato a parlare qualche minuto con ciascuno», hanno raccontato alla fine. «Conosce le nostre difficoltà, ci ha esortati ad andare avanti, a pensare che prima o poi i nostri problemi troveranno una soluzione».

Stupro di gruppo all’Arcivescovado. Bergoglio ha toccato il fondo.




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