Ha ragione Grillo, Roma è invasa da topi e clandestini

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Ora, i fanatici dell’accoglienza si accaniscono anche contro la semantica. A loro, se i cittadini vivono nella melma non interessa, sono invece eccitati dalle parole. E una cosa, soprattutto, li spaventa: la verità. E’ come il sole per i vampiri. Rischia di disvelare ai loro occhi una realtà che non possono concepire.

E allora, un tweet: “Elezioni per Roma il prima possibile. Prima che la città venga sommersa da topi, dalla spazzatura e dai clandestini #marinodimettiti” di Beppe Grillo, leader del M5S, è una ‘geffe razzista’.

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Perché, nella loro ignoranza della lingua italiana, non comprendono la decisiva funzione di ‘e’.

Che poi, diciamola tutta. Il paragone non regge ma a favore dei topi, quanto a pericolo: un topo può morderti, un clandestino ti può sgozzare con il machete.

Perché nella loro fantasia onirica, vivere in mezzo ai clandestini è bello.

Grillo ha sbagliato, non nello scrivere il tweet, ma nel correggerlo per andare dietro ad un manipolo di fanatici. Il suo problema è avere elettori normali, e seguaci da centro sociale: questa crasi non riuscita genera tali inconvenienti.




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