Uno xenofilo: “Braccio mozzato perché capotreno era razzista. E’ colpa di Salvini”

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E’ sempre affascinante, a patto di avere stomaco forte ed equilibrio, entrare nella mente di uno xenofilo.

Una nuova possibilità di farlo, ci viene offerta da un commento su facebook di un tizio (che si dice avvocato a favore dei rom) a proposito della vergognosa e assurda vicenda del capotreno attaccato con machete da giovinastri sud-americani. Ecco il commento:

indefibile testa avvizzita

Un delirio che manco si dovrebbe commentare, ma che illumina su fino a dove possa portare lo sragionare xenofilo, e quanto sia pericoloso per la vita civile.
Quello che è accaduto l’altro giorno a Milano è evidente: l’ennesima aggressione di immigrati che non volevano pagare il biglietto, è andata particolarmente sul tragico perché ha coinvolto il classico gruppetto di mestizos sudamericani, affiliati a qualche gang, con machete in tasca. A mettere ulteriormente in evidenza la cosa, anche la testimonianza di un capotreno conoscente della vittima, che ha voluto apertamente far sapere che quello accaduto è stato solo il culmine di una situazione sempre più pesante.
Ma lo xenofilo non può vedere la realtà ( forse troppi film “ammerigani” sul KKK); lo xenofilo vede quindi nell’italiano come lui un ignorante bulletto razzista, e nell’immigrato, nel ‘diverso’, l’anima buona che deve soffrire “per nostra colpa, nostra grandissima colpa”. E allora si, l’immigrato a volte è costretto ad usare il machete: perché poi, chi di noi non va in giro con un machete, e lo usa contro chiunque gli dice una parola storta?
E immancabile la chiosa finale su Salvini, vera ossessione attuale degli xenofili, che mostra fino a quanto sono alienati i discorsi dell”incitare all’odio’.
Xenofilia significa mente avvizzita dal politicamente corretto, dal ‘masochismo etnico”; si tratta di una vera patologia che inibisce il pensiero critico e l’osservazione della realtà.




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